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Crisi Globale dei Chip: Panico nelle Borse, Cosa Accade ai Titoli di Intelligenza Artificiale?

La crisi dei chip spaventa le borse mondiali: cosa sta accadendo ai titoli IA?
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Pubblicato da Enzo Conti
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La crisi dei semiconduttori scuote il mercato azionario e colpisce i titoli legati all’Intelligenza Artificiale, tra vendite massicce e timori di una bolla imminente.

Le negoziazioni alla Borsa di Tokyo stanno per riprendere, con la speranza che la prossima settimana porti risultati migliori rispetto a quella appena trascorsa. Le ultime sessioni di trading sono state segnate da una forte vendita di titoli legati all’Intelligenza Artificiale, un fenomeno scatenato dalla cosiddetta crisi dei semiconduttori, che questa volta non si riferisce a una mancanza di offerta come durante la pandemia, ma piuttosto alla paura del mercato di aver esagerato, vendendo azioni in previsione di possibili sviluppi futuri.

Crisi dei semiconduttori sul mercato azionario

Questa settimana, TSMC ha riportato risultati trimestrali eccezionalmente positivi, con un aumento dell’utile netto del 77,4% e ricavi dai chip per l’IA che ora rappresentano il 66% del totale. Tuttavia, le azioni del gigante taiwanese hanno subito un tracollo a causa del preannuncio che gli investimenti annuali aumenteranno di 8 miliardi di dollari rispetto alle previsioni, raggiungendo una cifra compresa tra 60 e 64 miliardi di dollari.

Gli investitori hanno interpretato questo come un segnale di spese in aumento che potrebbero superare la crescita dei ricavi, con una conseguente possibile erosione dei margini di profitto.

La crisi dei semiconduttori ha colpito duramente anche la Borsa di Corea, con l’indice KOSPI che ha perso il 25% rispetto ai picchi di meno di un mese fa. Anche il Nikkei-225 a Tokyo ha registrato una forte perdita dell’11,4%, mentre in Italia il titolo STM è sceso del 25% dai suoi recenti massimi. L’indice FTSE MIB, che aveva superato i 53.000 punti, è ora sceso sotto i 51.000. Anche il NASDAQ negli Stati Uniti ha perso il 4,5% dai massimi di maggio. È notevole il caso di SK Hynix, il gigante coreano che il 10 luglio ha effettuato una quotazione secondaria a Wall Street, raccogliendo un record di 26,5 miliardi di dollari per una società straniera.

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Calo dei titoli IA dopo il picco

Dopo l’IPO, il prezzo delle azioni di SK Hynix era salito a 170 dollari, per chiudere questa settimana a 152 dollari, segnando un calo di oltre il 10% dal suo debutto negli USA. SK Hynix detiene il 50% del mercato globale delle schede di memoria HBM3E. Anche in questo caso, il mercato teme che il titolo sia sovrastimato e preferisce attendere sviluppi futuri per verificare se le previsioni sugli utili saranno coerenti con le quotazioni attuali. In sostanza, si avverte il rischio di una possibile bolla nell’IA che potrebbe necessitare di una correzione prima di un nuovo ciclo di acquisti.

Le cause del “sell-off” sono fondamentalmente tre. Come già accennato, il mercato sta cercando di capire se l’atteso aumento dei ricavi richiederà investimenti altrettanto significativi. In tal caso, ci sarebbe il rischio che gli utili netti non giustifichino le elevate valutazioni recenti. In secondo luogo, alcune aziende hanno mostrato performance eccezionali, come NVIDIA, che ha perso circa un sesto del suo valore dai picchi di maggio, equivalente a una perdita di mercato di circa 700 miliardi di dollari.

Incertezze sui tassi di interesse e sui costi energetici

Infine, le tensioni geopolitiche e commerciali stanno alimentando l’inflazione e aspettative di aumento dei tassi di interesse. Queste aspettative danneggiano il mercato azionario in generale, ma hanno un impatto particolarmente negativo sul settore dei titoli IA. Un aumento del costo del denaro potrebbe infatti tradursi in una riduzione degli investimenti in semiconduttori. È anche importante considerare che le aziende legate a questo settore sono grandi consumatrici di energia e quindi sensibili agli aumenti dei prezzi del petrolio e del gas.

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giuseppe.timpone@investireoggi.it

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