Nel mese di dicembre, il debito pubblico in Italia ha registrato una notevole riduzione. Secondo il resoconto mensile sulla finanza pubblica pubblicato dalla Banca d’Italia, il totale del debito è diminuito a 3.095,5 miliardi di euro, con una diminuzione di 28,7 miliardi rispetto al mese di novembre. Questa variazione è il risultato di un saldo di bilancio positivo di 17,07 miliardi (contro i 13,2 miliardi dell’anno precedente), di una riduzione delle riserve liquide del Tesoro di 12,04 miliardi (arrivando a 52,35 miliardi) e di una rivalutazione dei titoli indicizzati, degli effetti del cambio valuta e degli sconti di emissione che ammontano a +432 milioni in totale. Come si osserverà, i dati più recenti di novembre mostrano una leggera diminuzione nelle possessioni di BTp da parte delle famiglie, scendendo a 407,505 miliardi (-1,2 miliardi).
Diminuzione del debito pubblico e dei BTp detenuti dal settore retail
Durante l’arco dell’anno, il debito pubblico è aumentato di 128,6 miliardi, suddivisi tra il fabbisogno dello stato di 109,185 miliardi (108,486 miliardi nel 2024), un incremento delle riserve liquide di +14,7 miliardi e una rivalutazione dei titoli indicizzati, effetti di cambio e sconti di emissione per un totale di +4,6 miliardi. Escludendo le riserve di liquidità, il debito è aumentato di 113,9 miliardi, corrispondenti a 9,50 miliardi al mese.
Il decremento di dicembre è quasi una consuetudine. L’anno precedente, era stato di 39 miliardi. Nel mese finale dell’esercizio fiscale, le entrate fiscali superano le uscite a causa delle scadenze tributarie. Il governo, dunque, non ha bisogno di aumentare le emissioni nette di titoli e può anche utilizzare la liquidità accumulata nei mesi precedenti per pagare i titoli in scadenza, provocando così la riduzione del debito. Per quanto riguarda il calo dei BTp nelle mani degli investitori retail, questo è considerato un fenomeno normale dopo il lungo periodo di acquisti che ha avuto inizio alla fine del 2021. È importante notare che questo segue un incremento di +16,7 miliardi registrato a ottobre, mese in cui è stato emesso l’ultimo BTp Valore 2032.
L’arrivo del nuovo BTp Valore
Non è una coincidenza che il Tesoro abbia programmato un sesto collocamento per questa tipologia di bond destinata al settore retail. L’obiettivo è chiaro: attirare il risparmio dai conti correnti altamente liquidi delle famiglie. Attualmente, quasi un sesto del mercato dei BTp è nelle mani delle famiglie, una percentuale quasi triplicata rispetto a soli quattro anni fa. Questo aumento è stato guidato dall’aumento dei rendimenti e dalla necessità degli italiani di investire i propri risparmi a fronte dell’alta inflazione. I titoli di debito pubblico, specialmente quelli a medio e breve termine, continuano a non avere veri concorrenti di pari rischio, mantenendo alta la domanda.
Impennata degli investimenti dall’estero
È interessante osservare che, nonostante l’aumento annuale del debito pubblico di 128,6 miliardi, le detenzioni di Bankitalia sono diminuite di 68,06 miliardi, passando dal 21,6% al 18,5% del totale. Al contrario, gli investitori stranieri hanno aumentato gli acquisti di BTp di 120,5 miliardi (al 30 novembre), mentre le famiglie residenti hanno aggiunto altri 37,15 miliardi. Inoltre, va sottolineata l’alta discrepanza tra i valori del deficit fiscale, stimato attorno al 3%, e l’aumento del debito complessivo, dovuto in parte agli effetti dei bonus edilizi sui bilanci dello stato, che riducono le entrate pur essendo state le relative detrazioni registrate negli esercizi fino al 2023.
giuseppe.timpone@investireoggi.it
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