Da cinque anni e mezzo, il Libano è in stato di default, una condizione che ha visto la mancata corresponsione degli interessi e del capitale dei suoi Eurobond. Fu nel marzo 2020 che Beirut non riuscì a effettuare un pagamento da 1,2 miliardi di dollari, segnando l’inizio di una crisi ancora in corso, che ha colpito l’economia, la politica interna e la geopolitica del paese. Da quel momento, il contesto internazionale attorno all’ex “Svizzera del Medio Oriente” ha subito grandi cambiamenti. La Siria sotto Bashir al-Assad è ora controllata dalle milizie islamiste, e l’Iran degli ayatollah Khamenei è stato bombardato dagli Stati Uniti nel giugno scorso.
Impennata dei prezzi degli Eurobond libanesi
Dall’inizio dell’anno, i rendimenti degli Eurobond in dollari del Libano hanno registrato aumenti anche in tripla cifra. Il titolo con scadenza 2028 (ISIN: XS1720803326) ha quasi raddoppiato il suo valore a 22,60 centesimi. Similmente, il titolo con scadenza 2032 (ISIN: XS1586230481) ha visto un incremento dell’85% raggiungendo quasi i 21 centesimi. Il titolo con scadenza 2035 (ISIN: XS2083908132) ha registrato un aumento del 89%, arrivando a 22,50 centesimi. Notabile è stato anche il balzo del titolo con scadenza 2037 (ISIN: XS1586230309), che è passato da 6 a quasi 22 centesimi, con un incremento del 260%.
Una crisi devastante dal 2019
Perché questa euforia tra gli investitori? Moody’s ha assegnato ai titoli di debito libanesi un rating di C, il più basso nella sua scala di valutazione. La situazione finanziaria del paese rimane estremamente precaria. Considerate che dal 2019 il PIL del Libano si è ridotto del 30% in termini reali, mentre il suo valore in dollari si è più che dimezzato, scendendo a soli 28 miliardi. Nel frattempo, l’inflazione ha raggiunto il 6.400%, con i prezzi al consumo che sono aumentati 65 volte. Anche il tasso di cambio ha subito un crollo vertiginoso: -98%.
Alla fine del 2019, erano necessarie poco più di 1.500 lire libanesi per un dollaro, mentre oggi il cambio è salito a 89.500 lire per dollaro.
L’iperinflazione ha ridotto significativamente il peso del debito pubblico in valuta locale rispetto al PIL, che è sceso dal 100% del 2022 al 2% alla fine del 2024. Il totale del debito pubblico netto è stimato attorno al 113%. Le riserve valutarie, escluso l’oro, ammontavano a 9,24 miliardi a dicembre scorso. Se includiamo le quasi 287 tonnellate di oro, il totale salirebbe a circa 33,5 miliardi. Nonostante recentemente lo stato sia riuscito a chiudere il bilancio in attivo, è improbabile che riesca a rinegoziare il debito estero con i creditori internazionali prima delle nuove elezioni del 2026.
Hezbollah indebolito
Una nota positiva è che all’inizio del 2025 è stato eletto il nuovo presidente Joseph Aoun. Il primo ministro Nawaf Salam gode ora di maggiori margini di manovra rispetto ai suoi predecessori, grazie all’indebolimento di Hezbollah. Il gruppo paramilitare ha dominato il Libano per tre decenni, ostacolando l’accesso del paese agli aiuti finanziari del Fondo Monetario Internazionale durante la crisi. Quasi un anno fa, il leader storico Hassan Nasrallah è stato ucciso in un raid israeliano, decapitando la leadership del gruppo.
Da quel momento, gli Eurobond del Libano hanno iniziato a risalire nel mercato. Gli investitori hanno colto l’opportunità per lo stato di liberarsi dal controllo di Hezbollah e di avvicinarsi alla comunità internazionale.
Dalla posizione di protettorato iraniano, i passi più recenti vedono Beirut cercare di superare le divisioni interne per tornare alla normalità. Tuttavia, è improbabile che la ristrutturazione del debito possa essere avviata prima delle prossime elezioni. I termini concordati potrebbero risultare impopolari e richiedere misure fiscali restrittive per onorare i pagamenti arretrati e futuri.
Ristrutturazione degli Eurobond del Libano ancora lontana
Nonostante l’impennata recente, i prezzi degli Eurobond in Libano rimangono depressi e riflettono una significativa riduzione del capitale, sia immediata che a lungo termine. Questi titoli sono quotati tutti tra un quinto e un quarto del loro valore nominale. Ricordiamo che la ristrutturazione può includere diverse misure, come il già menzionato “haircut”, la riduzione delle cedole e l’estensione delle scadenze (“roll-over”).
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Enzo Conti è profondamente radicato nella cultura italiana, grazie al suo lavoro di ristoratore e promotore del patrimonio locale. Il suo ristorante non è solo un luogo in cui gustare i sapori della Puglia, ma anche uno spazio dove cultura e storia si incontrano. Enzo organizza eventi per far conoscere le ricchezze della regione, affrontando anche questioni di società, politica locale e preservazione dell’ambiente attraverso il cibo.



