Dall’inizio dei tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve (-100 punti base tra settembre e dicembre 2024), il rendimento dei titoli di Stato USA a 30 anni è aumentato di oltre il 5%, raggiungendo i livelli più elevati dal 2007, ovvero 18 anni fa. Sarebbe utile spiegare al presidente Donald Trump che tale situazione contraddice la sua convinzione secondo cui i tagli dei tassi dovrebbero abbassare il costo del debito americano. Gli investitori in obbligazioni hanno da mesi inviato un chiaro messaggio ai governi di tutto il mondo, che purtroppo sembrano ignorarlo, o peggio, non comprendono realmente la situazione.
Aumento dei rendimenti a lungo termine
In Europa si verifica una dinamica molto simile. Il Bund tedesco a 30 anni registra un rendimento superiore al 3,20%, con un aumento di 50 punti da quando la Banca Centrale Europea ha iniziato a ridurre i tassi. Ricordate quando la Germania poteva finanziarsi a tassi quasi nulli fino alla fine del 2021? Anche in Giappone i rendimenti trentennali hanno raggiunto livelli record. In Francia, i rendimenti hanno toccato i massimi dal 2021 e nel Regno Unito dal 1998. In ogni parte del mondo, la situazione è simile: la parte lunga della curva dei tassi è sfuggita al controllo delle banche centrali.
Gli investitori in obbligazioni richiedono rendimenti più elevati per acquistare titoli di debito a lungo termine, percependo vari rischi all’orizzonte, tra cui l’inflazione e le politiche fiscali irresponsabili. I rendimenti a breve termine sono gli unici che risentono direttamente delle politiche monetarie. Con la riduzione dei tassi da parte delle banche centrali, eccetto parzialmente la Fed e con il Giappone che va controcorrente, questi sono diminuiti nell’ultimo anno.
Debiti in aumento ovunque
Cosa preoccupa concretamente gli investitori in obbligazioni? I debiti. Ce ne sono già troppi, eppure i governi intendono aumentarli ulteriormente. La Germania, che per decenni ha avuto un approccio parsimonioso, ora cede a una mentalità più spensierata. In un mondo dove quasi nessuno sembra intenzionato a risparmiare, non sorprende che i rendimenti stiano aumentando. I tedeschi stanno diventando più simili agli italiani, il che è parzialmente positivo per noi, poiché ci fa passare inosservati. Lo spread è ai minimi dal 2010 e potrebbe scendere ancora, ma i rendimenti tedeschi sono comunque aumentati, limitando i risparmi sui nostri interessi sul debito.
Ogni giorno vengono annunciate nuove misure, tutte finanziabili tramite debito. Che si tratti di riarmo, supporto alla transizione ecologica, aiuto all’Ucraina o riconversione economica nell’era post-globalizzazione, sembra che nessuno si preoccupi più di trovare le necessarie coperture finanziarie. La politica è cambiata, è diventata debole, opportunistica e pigra. Gli investitori in obbligazioni lo hanno compreso e si stanno tutelando. Vuoi i loro soldi? Devi offrire un adeguato rendimento. L’epoca dei tassi zero o negativi è terminata. La classica legge di mercato prevale: se l’offerta (di debito) aumenta, i prezzi (i rendimenti) salgono.
Obbligazionisti più esigenti
I bond vigilantes sono tornati in azione dopo un lungo periodo di silenzio. E questo potrebbe essere solo l’inizio. Se i governi continueranno a ignorare i segnali, il costo sarà ancora più alto. Il Treasury a 30 anni aveva debuttato con un rendimento del 6,50% all’inizio del millennio, e poco tempo prima offriva il 7%. Non c’è motivo per cui non possa ritornare a quei livelli. Anche i titoli tedeschi superavano ampiamente il 5% un quarto di secolo fa. Politici e contribuenti si erano illusi che i rendimenti sarebbero rimasti bassi per sempre, ignorando le dinamiche macroeconomiche. L’inflazione prima e l’incremento del debito ora hanno cambiato completamente la situazione.
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Enzo Conti è profondamente radicato nella cultura italiana, grazie al suo lavoro di ristoratore e promotore del patrimonio locale. Il suo ristorante non è solo un luogo in cui gustare i sapori della Puglia, ma anche uno spazio dove cultura e storia si incontrano. Enzo organizza eventi per far conoscere le ricchezze della regione, affrontando anche questioni di società, politica locale e preservazione dell’ambiente attraverso il cibo.



