La liquidità sui conti correnti in Italia è abbondante, talvolta anche troppo. Immaginate se quest’anno fosse stato investito solo un terzo di questa somma, si sarebbe potuto ottenere un guadagno superiore di 50 miliardi di euro. Non stiamo parlando di strategie d’investimento rischiose, ma di un approccio piuttosto cauto che ha prodotto un rendimento lordo vicino al 10%.
Eccesso di liquidità sui conti?
Analizziamo i dati. Secondo il rapporto mensile dell’Associazione bancaria italiana, a novembre si registrava una liquidità sui conti di oltre 1.860 miliardi di euro. La media nei primi undici mesi dell’anno è stata superiore ai 1.827 miliardi, equivalente a più dell’83% del PIL previsto per il 2024. Una quantità immensa di denaro che ha fruttato molto poco, con un rendimento medio inferiore all’1%.
In termini pratici, gli investitori italiani hanno percepito 18 miliardi in termini lordi dalle tasse.
Strategie d’investimento proposte
Supponiamo che all’inizio dell’anno, gli investitori avessero deciso di allocare un terzo della loro liquidità, circa 610 miliardi, in diversi strumenti finanziari. Il portfolio avrebbe incluso: un 25% nell’indice principale di Piazza Affari, l’FTSE MIB; un 30% in titoli di stato italiani a medio-lungo termine (3-7 anni); un 20% in obbligazioni aziendali; un 15% in ETF €STR, ovvero fondi monetari; e un 10% in BTp Italia, titoli legati all’inflazione.
L’inganno dell’inflazione
Questa strategia sarebbe stata accessibile per tutte le famiglie italiane. Gli ETF, in particolare, permettono agli investitori retail di seguire le tendenze del mercato senza dover selezionare direttamente i singoli titoli, facilitando l’investimento anche con capitali limitati.
Il rendimento ottenuto sarebbe stato notevole: un 9,6% lordo, pari a quasi 59 miliardi di euro, decisamente più dei soli 6 miliardi offerti dalle banche per la stessa quantità di liquidità se lasciata sui conti. Non investire in questo scenario equivale a una perdita economica, soprattutto in periodi di inflazione.
Un ulteriore aspetto negativo deriva dalla perdita del potere d’acquisto. Nonostante un rallentamento, l’inflazione in Italia quest’anno si è attestata intorno all’1,5%, superiore al tasso medio di rendimento dei depositi. Ciò significa che i risparmiatori italiani non solo hanno guadagnato poco, ma hanno anche subito una perdita in termini reali. Il loro denaro vale meno rispetto all’inizio dell’anno.
Alternative d’investimento
Se gli investitori avessero optato per una combinazione di due asset specifici (FTSE MIB al 40% e BTp a 2 anni al 60%), pur mantenendo un approccio prudente, avrebbero ottenuto un rendimento ancora maggiore: 13%. Diversificando ulteriormente l’allocazione azionaria tra FTSE MIB al 20%, S&P 500 al 10% ed Eurostoxx 600 al 10%, il rendimento sarebbe stato vicino al 9% (al netto dell’effetto cambio per l’indice americano). In ogni scenario, il guadagno sarebbe stato di decine di miliardi in più. Per le famiglie italiane, sarebbe stata una “super” tredicesima che si è dissolta a causa della non ottimale gestione finanziaria.
È vero che se i mercati avessero avuto un andamento negativo quest’anno, la situazione per i risparmiatori sarebbe stata diversa. Tuttavia, considerando che il portfolio suggerito era prevalentemente composto da obbligazioni con scadenze brevi, è importante pensare in una prospettiva a lungo termine.
Le borse possono effettivamente registrare cali in certi periodi, ma a medio e lungo termine tendono generalmente a recuperare. La diversificazione aiuta a ridurre i rischi, anche se può limitare il rendimento medio.
Liquidità sui conti significa rinunciare al guadagno
È altrettanto vero che il mercato azionario italiano ha mostrato una performance eccezionale dopo decenni non brillanti. I risparmiatori dovrebbero quindi cercare di sfruttare le tendenze di mercato e essere più attivi e reattivi. Mantenere un’eccessiva liquidità sui conti non è più sinonimo di prudenza, ma piuttosto di una mancata volontà di migliorare la propria situazione finanziaria. Pensate se quei 50 miliardi di euro lordi fossero stati nelle tasche di tutti noi. Avremmo potuto spenderli per migliorare la nostra quotidianità o risparmiarli per acquisti significativi. Considerate che l’intero mercato dell’auto in Italia nel 2024 valeva 47 miliardi.
giuseppe.timpone@investireoggi.it
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Enzo Conti è profondamente radicato nella cultura italiana, grazie al suo lavoro di ristoratore e promotore del patrimonio locale. Il suo ristorante non è solo un luogo in cui gustare i sapori della Puglia, ma anche uno spazio dove cultura e storia si incontrano. Enzo organizza eventi per far conoscere le ricchezze della regione, affrontando anche questioni di società, politica locale e preservazione dell’ambiente attraverso il cibo.



