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Lancio BTp 5 anni con scadenza 2031! Scopri la prima cedola, a meno di un mese dall’asta!

Nuovo BTp a 5 anni: scadenza giugno 2031, prima cedola corta a meno di un mese dall’asta
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Pubblicato da Enzo Conti
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Il Ministero del Tesoro lancia l’emissione del nuovo BTp quinquennale con scadenza giugno 2031 e un primo coupon a breve termine.

Il Ministero del Tesoro italiano prevede di raccogliere 9 miliardi di euro attraverso l’asta di titoli di stato di durata medio-lunga. Questa si svolgerà mercoledì 29 aprile, con la possibilità per gli investitori di effettuare prenotazioni fino al martedì precedente, 28 aprile. L’offerta sarà suddivisa in tre tranche, inclusa quella relativa al nuovo BTp a 5 anni, che scadrà il 1° giugno 2031, con un volume di emissione che varierà tra 3,5 e 4 miliardi di euro. Inoltre, nell’asta aggiuntiva di giovedì 30 aprile, verrà offerto fino al 30% del volume massimo assegnato nell’asta ordinaria, ovvero un ulteriore 1,2 miliardi di euro.

Il nuovo BTp a 5 anni: primo coupon a giugno

Il nuovo BTp quinquennale offre un tasso annuo lordo del 3,15%.

Per ogni unità di 1.000 euro, il titolo paga un interesse annuo di 31,50 euro. Sottraendo la tassazione del 12,50%, l’interesse netto ammonta a 27,56 euro. La data di regolamento è prevista per il 4 maggio, quando gli investitori dovranno saldare il pagamento al Tesoro in base alle prenotazioni effettuate e al prezzo di aggiudicazione finale. Dopo soli 28 giorni, il 1° giugno, gli investitori riceveranno la prima cedola “corta”, che ammonta allo 0,242308% annuo o 2,42 euro lordi (2,12 euro netti), calcolati su un periodo di 182 giorni (dal 1 dicembre 2025 al 1 giugno 2026).

L’inflazione come grande incognita

Questo tipo di investimento può risultare attrattivo per quelle famiglie con liquidità da allocare in un orizzonte temporale medio-lungo, senza esporsi a scadenze eccessivamente prolungate. Cinque anni rappresentano un periodo adeguato per tentare di valorizzare il proprio capitale. L’inflazione rappresenta la principale incertezza in questo momento. L’aumento dei prezzi dell’energia suggerisce un prossimo rialzo dei prezzi al consumo, il che potrebbe erodere il potere d’acquisto. La durata e l’intensità di questo fenomeno saranno influenzate dalla guerra in Iran, che sta durando più del previsto.

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Nel mese di marzo, l’inflazione in Italia era al 1,7%, in aumento rispetto all’1,5% di febbraio. Per il medio e lungo termine, si prevede un ritorno a livelli del 2%. In questo scenario, il nuovo BTp a 5 anni potrebbe comunque garantire un rendimento netto reale positivo. La situazione cambierebbe se l’inflazione dovesse salire a una media quinquennale del 2,50-3%. Se invece l’inflazione rimanesse bassa o diminuisse dai livelli attuali, potremmo assistere a un riprezzamento delle obbligazioni, con conseguente aumento dei prezzi e possibili guadagni in caso di vendita anticipata.

Diversificazione del portafoglio d’investimenti

Quale quota del proprio portafoglio obbligazionario investire nel nuovo BTp a 5 anni? Una percentuale limitata, in modo da poter distribuire la liquidità su diverse scadenze, emittenti e tipologie di asset. È fondamentale comprendere che i bond rappresentano un elemento critico per la stabilità dei flussi di reddito garantiti, sebbene tendano a rendere meno degli asset come le azioni. Chi investe in obbligazioni con l’obiettivo di massimizzare i guadagni commette un errore. Tuttavia, tra rendimenti a scadenza e potenziali aumenti di prezzo, i profitti possono essere significativi, soprattutto per le scadenze più lunghe, che attraggono speculazioni.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

 

 

 

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