Nel corso dell’odierna sessione di mercato, il rapporto tra euro e dollaro ha toccato i massimi degli ultimi tre mesi, posizionandosi quasi a 1,05, in netto recupero rispetto a venerdì scorso quando era sceso a 1,036. Questo aumento arriva dopo un incontro piuttosto tempestoso tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, alla Casa Bianca. Questo evento, se da un lato ha generato perplessità tra gli stati europei, dall’altro ha offerto ai mercati una prospettiva cinicamente positiva. Si respira un’aria di pace in Europa, con Kiev che sembra disposta a iniziare negoziati con la Russia, pur continuando a richiedere giustizia per l’invasione subita tre anni fa.
L’euro si apprezza nonostante i tagli di tasso della BCE
Con l’approssimarsi della riunione del consiglio della Banca Centrale Europea (BCE), prevista per dopodomani, l’euro si rafforza. È previsto un ulteriore taglio dei tassi dello 0,25%, un movimento già anticipato dal mercato. L’inflazione nell’area euro è scesa a febbraio al 2,4% secondo le stime preliminari. Sebbene le aspettative fossero per un calo maggiore, questi dati sono sufficienti per confermare un ulteriore allentamento della politica monetaria.
Le prospettive di un accordo di pace giocano un ruolo predominante, poiché potrebbero avere un impatto positivo doppio sull’economia europea: una diminuzione dell’inflazione dovuta alla riduzione dei costi energetici e un sostegno alla crescita del PIL. L’apprezzamento dell’euro si spiega anche con le cambiamenti nelle previsioni negli Stati Uniti, dove gli investitori ora prevedono fino a tre tagli dei tassi dello 0,25% ciascuno da parte della Federal Reserve, a differenza delle previsioni di un solo taglio durante l’estate fino a poco tempo fa.
Inflazione americana ancora elevata
Che cosa è cambiato per giustificare questa nuova previsione? A gennaio, l’inflazione americana è salita ancora al 3%, il livello più alto dal luglio precedente. Il governatore Jerome Powell è stato costretto a interrompere l’allentamento monetario durante la prima riunione dell’anno. I dazi stanno chiaramente influenzando le prospettive economiche. Il mercato prevede un calo del PIL degli USA nel primo trimestre e, sebbene sia prematuro, il primo effetto tangibile di questa nascente guerra commerciale tra grandi potenze potrebbe essere proprio un’accelerazione dell’inflazione, che necessiterebbe della Fed a mantenere o addirittura aumentare i tassi.
Il dollaro in calo
I rendimenti americani sono scesi ai minimi degli ultimi tre mesi per la parte lunga della curva dei tassi e degli ultimi cinque mesi per quella medio-breve. Cosa possiamo dedurre? Sembra che la Fed possa tagliare i tassi anche per sostenere l’economia, rispondendo inoltre alle pressioni in questo senso da parte della Casa Bianca. Di conseguenza, il dollaro si è indebolito, raggiungendo i livelli più bassi degli ultimi tre mesi rispetto alle principali valute mondiali. Quindi, assistiamo più a un indebolimento del dollaro che a un rafforzamento dell’euro.
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Enzo Conti è profondamente radicato nella cultura italiana, grazie al suo lavoro di ristoratore e promotore del patrimonio locale. Il suo ristorante non è solo un luogo in cui gustare i sapori della Puglia, ma anche uno spazio dove cultura e storia si incontrano. Enzo organizza eventi per far conoscere le ricchezze della regione, affrontando anche questioni di società, politica locale e preservazione dell’ambiente attraverso il cibo.



