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Mediobanca annuncia mega buyback da 4,9 miliardi e dividendi contro l’OPS di Monte Paschi!

Dividendi Mediobanca e buyback per 4,9 miliardi in 3 anni per reagire all’OPS di Monte Paschi
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Pubblicato da Enzo Conti
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Mediobanca promette dividendi generosi per gli azionisti: 4,5 miliardi di euro nei prossimi tre anni, più ulteriori 400 milioni da operazioni di buyback.

Il recente annuncio di Alberto Nagel relativo all’imminente distribuzione di dividendi agli azionisti di Mediobanca non ha suscitato grande entusiasmo nel mercato. Si prevede che i dividendi raggiungeranno i 4,5 miliardi di euro, con un payout del 100%, ai quali si aggiungeranno 400 milioni derivanti da operazioni di riacquisto azionario. Il totale ammonta a 4,9 miliardi, che corrisponde al 30% del valore di mercato attuale della società listata a Piazza Affari. Questa è l’ultima mossa del CEO per attrarre gli investitori e persuaderli a non vendere le loro azioni a Monte Paschi di Siena, nell’ambito dell’Offerta Pubblica di Scambio lanciata di recente e ormai prossima alla conclusione.

OPS di Monte Paschi con sconto

La scorsa settimana, l’operazione ha ricevuto l’approvazione delle autorità di vigilanza europee, le quali non hanno posto come condizione il raggiungimento della maggioranza assoluta del capitale di Mediobanca da parte di Monte Paschi.

Tuttavia, Luigi Lovaglio sarà chiamato a chiarire se deterrà o meno il controllo dell’istituto. Resta in attesa l’approvazione della CONSOB, prevista per questa settimana. In assenza di imprevisti, l’OPS inizierà lunedì 7 luglio e si concluderà entro un mese. L’offerta prevede 2,533 nuove azioni di Monte Paschi per ogni azione di Mediobanca conferita.

Con i prezzi attuali di mercato – 7,09 euro per le azioni di Monte Paschi e 19,64 euro per quelle di Mediobanca – l’OPS mostra uno sconto dell’8,5%. Ciò implica che Lovaglio dovrebbe proporre almeno altri 1,4 miliardi agli azionisti di Mediobanca per equiparare il valore riconosciuto dal mercato alle loro azioni. Recentemente, il consiglio di amministrazione ha approvato l’emissione di 2,3 miliardi di nuove azioni per un aumento di capitale destinato a supportare l’OPS.

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Possibili crepe nel patto di consultazione

Attualmente, sembra che l’adesione all’offerta si aggiri intorno al 40% del capitale. Questa era la percentuale di voti contrari all’altra OPS lanciata da Mediobanca, che riguardava le azioni di Banca Generali.

Poiché soggetto alla “passivity rule“, Nagel avrebbe dovuto cercare il sostegno dell’assemblea dei soci. Tuttavia, la riunione è stata posticipata dal 16 giugno al 25 settembre a causa di una presunta opposizione maggioritaria capitanata da Francesco Gaetano Caltagirone (9,98%) e Delfin (19,81%).

Sebbene i dividendi promessi da Mediobanca siano allettanti per gli azionisti, altre considerazioni entrano in gioco. Opporsi all’OPS di Monte Paschi potrebbe alienare altri attori del mercato, supportati in sottofondo dal governo. Per questa ragione, alcuni azionisti storici stanno considerando l’idea di abbandonare Piazzetta Cuccia. La famiglia Gavio, parte del patto di consultazione che controlla l’istituto, ha già ridotto la propria partecipazione dallo 0,82% allo 0,62%. Secondo un articolo de La Stampa, stanno valutando di azzerarla completamente. Anche Mediolanum (3,49%) e la famiglia Doris (0,96%) starebbero considerando questa opzione. Vittoria Assicurazioni ha già venduto l’intero 0,27% precedentemente detenuto.

Dividendi Mediobanca per contenere possibili defezioni

È anche vero che parte di queste vendite potrebbe essere spiegata dall’incremento del valore delle azioni di Mediobanca in borsa, che ha registrato un aumento del 39% dall’inizio dell’anno. Chi possiede azioni acquistate a prezzi inferiori può contabilizzare significative plusvalenze. Considerate che il valore del titolo è quasi triplicato negli ultimi cinque anni. La possibilità che Mediobanca offra ulteriore valore agli azionisti attraverso dividendi e buyback, con una media del 10% annuo rispetto al valore di mercato attuale, potrebbe disincentivare alcune defezioni.

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Nagel deve cercare di mantenere l’attuale assetto azionario il più stabile possibile per evitare che Monte Paschi possa acquisire una quota superiore al 50% del capitale.

 

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