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CONSOB approva: il 14 luglio parte l’OPS di Monte Paschi su Mediobanca con mega sconto!

Via libera da CONSOB, l’OPS di Monte Paschi su Mediobanca parte il 14 luglio con sconto dimezzato
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Pubblicato da Enzo Conti
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L’Offerta Pubblica di Acquisto (OPA) di Monte Paschi su Mediobanca inizia il lunedì 14 luglio, con una riduzione dello sconto in borsa.

Il semaforo verde di CONSOB, l’autorità di vigilanza per le società quotate, è stato dato ieri come atteso. Ora è ufficiale: l’Offerta Pubblica di Acquisto (OPA) proposta da Monte Paschi di Siena per acquisire il 100% del capitale di Mediobanca inizierà lunedì 14 luglio e terminerà l’8 settembre. La banca, sotto la guida di Luigi Lovaglio, ha scelto di utilizzare il periodo massimo di 40 giorni disponibili per completare l’acquisizione di Piazzetta Cuccia. Per ogni azione di Mediobanca portata dagli azionisti, Monte Paschi offrirà 2,533 proprie azioni. Il suo consiglio di amministrazione ha già approvato un aumento di capitale per 13,3 miliardi di euro per finanziare l’operazione.

Indecisioni sulla soglia minima

Monte Paschi mira ufficialmente ad acquisire il 66,7% delle azioni di Mediobanca, ma Lovaglio sarebbe soddisfatto anche con una maggioranza semplice. Per la Banca Centrale Europea, potrebbe essere accettabile anche una percentuale inferiore al 50% per considerare l’operazione un successo. Tuttavia, se l’OPA di Monte Paschi dovesse fermarsi sotto questa soglia, l’utilizzo di 1,2 miliardi di euro in crediti fiscali (DTA) sarebbe a rischio. Si rumoreggia che la soglia minima fissata per evitare il fallimento dell’operazione potrebbe essere il 45%.

Quali sono i prossimi passi? Monte Paschi pubblicherà presto un documento che definirà questa soglia minima. Successivamente, il consiglio di amministrazione di Mediobanca valuterà la situazione, probabilmente con un esito negativo. A partire dal 14 luglio, gli azionisti potranno aderire all’OPA portando le loro azioni. Già c’è un consistente nucleo di circa il 30%: Delfin (holding della famiglia Del Vecchio) detiene il 19,81% e Francesco Gaetano Caltagirone il 9,98%. Questi sono anche i principali azionisti di Siena dopo il Tesoro, con Caltagirone considerato il principale promotore dell’operazione.

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Disgregazione del patto in Mediobanca

Si osservano cambiamenti significativi nel capitale di Mediobanca. Mediolanum ha eliminato la sua quota del 3,5% e Gavio ha ridotto la sua partecipazione dall’0,82% allo 0,62% fino a ieri, quando ha venduto altre 650.000 azioni. Vittoria Assicurazioni ha già ceduto la sua partecipazione dello 0,27%. Essendo questi azionisti parte del patto di consultazione, la loro quota è scesa dall’11,6% sotto l’8%. Questo rappresenta una brutta notizia per l’amministratore delegato Alberto Nagel, poiché indebolisce il nucleo centrale che ha sostenuto fino a ora il prestigioso ambiente finanziario.

Cosa ne pensa il mercato? Alla fine della sessione di ieri, l’azione di Monte Paschi era quotata a 7,03 euro mentre quella di Mediobanca a 18,50 euro. Moltiplicando il primo valore per 2,533, il rapporto di scambio stabilito dall’OPA di Monte Paschi, si ottiene circa 17,80 euro, ovvero uno sconto del 3,7% rispetto al valore attuale di borsa di Mediobanca. Per eguagliare le valutazioni di mercato, Lovaglio dovrebbe quindi offrire ulteriori 570 milioni di euro, aumentando il rapporto di scambio o con un’offerta aggiuntiva in contanti o attraverso entrambi i metodi.

OPA Monte Paschi, sconto ridotto con l’uscita di Mediolanum

È interessante notare che lo sconto oscillava intorno all’8% nelle sessioni precedenti all’annuncio dell’uscita di Mediolanum. Questo indica che il mercato sta valutando in modo più positivo l’OPA di Monte Paschi, riducendo l’attrattiva speculativa del titolo di Mediobanca.

È ancora possibile che Siena faccia una mossa per attrarre il maggior numero possibile di adesioni. Ricordate che il successo deve essere raggiunto entro luglio, poiché in agosto il volume degli scambi diminuisce a causa delle vacanze estive. Nagel spera segretamente che gli azionisti non rispondano positivamente e siano invece attratti dal suo piano di distribuzione di 4,9 miliardi in tre anni, di cui 4,5 miliardi in dividendi e 400 milioni attraverso riacquisto di azioni.

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