L’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (OPAS) proposta da Monte Paschi per acquistare le azioni di Mediobanca si è conclusa ieri, annunciando un’imminente fusione tra le due entità finanziarie. Al termine dell’ultima fase dell’offerta, la partecipazione ha raggiunto l’86,33% del capitale, con un notevole aumento dall’70,48% registrato l’ultimo venerdì. Originariamente, al 8 settembre, le adesioni erano state del 62,2951%.
La fusione con Mediobanca è stata evidente da agosto
Questo risultato ha superato tutte le aspettative, specialmente considerando il diffuso scetticismo che persisteva fino alla fine di agosto. Il cambiamento decisivo è avvenuto durante l’assemblea dei soci di Piazzetta Cuccia, dove è stata respinta l’OPS inizialmente proposta dall’amministratore delegato Alberto Nagel per l’acquisto di Banca Generali.
In seguito a questo evento, numerosi azionisti hanno iniziato a comprendere la direzione che stava prendendo la situazione e hanno deciso di partecipare all’offerta di Monte Paschi.
Potenziale delisting dalla Borsa di Milano
Che cosa succederà ora? Monte Paschi non è tenuta a lanciare un’OPA per il capitale rimanente, che sarebbe obbligatoria solo se avesse raggiunto il 90%. Tuttavia, potrebbe decidere di procedere comunque. Al momento, c’è una grande soddisfazione a Rocca Salimbeni per il risultato ottenuto. L’elevato numero di adesioni permetterà alla banca guidata da Luigi Lovaglio di beneficiare pienamente delle DTA, che ammontano a 2,9 miliardi di euro, oltre a godere delle sinergie previste per 700 milioni di euro.
Le prossime fasi includeranno la nomina del nuovo consiglio di amministrazione entro il 3 ottobre, a seguito delle dimissioni di quello attuale avvenute il 18 settembre. L’assemblea dei soci, convocata per il 28 ottobre, voterà per il nuovo consiglio. Successivamente, è probabile che Mediobanca venga delistata dalla Borsa di Milano a seguito della fusione, diventando parte integrante del gruppo Monte Paschi, pur mantenendo una certa autonomia operativa.
Il delisting di Mediobanca non sarebbe positivo per il mercato azionario italiano, che perderebbe una delle sue maggiori aziende. D’altra parte, vi sarebbe una fusione con un’altra entità quotata, ossia la banca toscana. In definitiva, si ridurrebbe il numero di soggetti, ma la capitalizzazione di mercato rimarrebbe stabile, o potrebbe perfino aumentare se il progetto di Lovaglio dovesse avere successo, riflettendo le sinergie menzionate.
Il Tesoro riduce la sua partecipazione in Monte Paschi
Con la fusione tra Monte Paschi e Mediobanca, la quota del Tesoro si ridurrà significativamente. Dall’11,73% residuo dopo l’ultima vendita di novembre, si prevede scenderà al 4,86%. È probabile che entro il prossimo anno questa partecipazione venga eliminata completamente. La completa privatizzazione sarebbe un passo logico dopo che Siena ha raggiunto una stabilità significativa e ha realizzato una delle principali operazioni bancarie in Italia degli ultimi decenni, riuscendo a conquistare un punto di riferimento storico nel settore finanziario.
La fusione con Mediobanca ha già scosso Generali
La fusione tra Monte Paschi e Mediobanca sta provocando ripercussioni.
A Generali sono già visibili alcuni cambiamenti. Unicredit, che deteneva una partecipazione del 6,5% acquistata nei mesi precedenti, ha ridotto la sua quota al 2%. Inoltre, l’amministratore delegato Philippe Donnet sembra essere in procinto di abbandonare il progetto di una joint venture con Natixis nel settore del risparmio gestito. Generali è controllata da Piazzetta Cuccia con una partecipazione del 13,20%. I nuovi azionisti di riferimento sono ora Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, e l’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone, che erano già presenti nel capitale di Monte Paschi e di Generali, e partecipavano a Mediobanca prima dell’OPAS.
La fusione tra Monte Paschi e Mediobanca non rappresenta un punto finale. Ancora Banco BPM potrebbe essere coinvolto nel gruppo per creare il terzo polo bancario. L’istituto guidato da Giuseppe Castagna apporterebbe come dote la recentemente acquisita Anima, società di gestione del risparmio. Ciò potrebbe creare sinergie con Generali, che potrebbe quindi concentrarsi su asset nazionali, allontanandosi dall’idea di espandersi a Parigi.
giuseppe.timpone@investireoggi.it
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