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Oro e Debito Italiano: 20 Anni di Crollo, Scopri i Dettagli!

Il debito italiano visto in oro: 20 anni di crollo del rapporto
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Pubblicato da Enzo Conti
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L’evoluzione del debito pubblico in Italia misurato in oro e le sue implicazioni per la percezione del rischio sovrano.

Il debito pubblico dell’Italia ha recentemente superato i 3.000 miliardi di euro. Questo incremento era atteso, considerando che il debito tende ad aumentare annualmente, a meno che lo Stato non riesca a bilanciare il budget o addirittura a generare un surplus. La cifra di 2.000 miliardi è stata raggiunta nel 2011, mentre il debito aveva toccato i 1.000 miliardi nel 1993, periodo di grande turbolenza finanziaria e politica. Avete mai pensato a quanta quantità di oro sarebbe necessaria oggi per coprire l’intero debito? E quanto ne era necessario in passato? Abbiamo esplorato queste domande analizzando i dati dal 2005 al 2025.

Il rapporto tra debito e oro in due decenni

Questi vent’anni sono stati cruciali: il debito pubblico italiano si è più che duplicato e il prezzo dell’oro è aumentato significativamente dopo un lungo periodo di stabilità. I prezzi internazionali dell’oro sono generalmente in dollari, quindi abbiamo convertito i valori in euro al termine di ogni anno. Nella tabella seguente, abbiamo inserito nell’ordine: l’anno, il valore del debito, il prezzo dell’oro per oncia in euro, e il rapporto tra il debito e l’oro. Ecco i dettagli:

Anno Debito (mld €) Prezzo oro fine anno (€/oz) Once necessarie (mld oz)
2005 1.513 376 4,03
2006 1.582 457 3,46
2007 1.599 476 3,36
2008 1.663 623 2,67
2009 1.761 680 2,59
2010 1.900 914 2,08
2011 2.100 1.218 1,72
2012 2.200 1.264 1,74
2013 2.250 1.023 2,20
2014 2.350 1.047 2,24
2015 2.340 1.064 2,20
2016 2.350 1.191 1,97
2017 2.370 1.048 2,26
2018 2.450 1.103 2,22
2019 2.415 1.243 1,94
2020 2.650 1.450 1,83
2021 2.700 1.577 1,71
2022 2.800 1.682 1,66
2023 2.862 1.848 1,55
2024 2.966 2.295 1,29
2025 3.080 3.689 0,84

Nel 2005, erano necessari 4 miliardi e 30 milioni di once d’oro per acquistare l’intero debito pubblico italiano, che all’epoca ammontava a poco più di 1.500 miliardi di euro. Già l’anno successivo, il quantitativo di oro richiesto si ridusse a 3,46 miliardi di once, nonostante l’aumento del debito. Questo perché il metallo prezioso aveva iniziato un trend di crescita che si interromperà solo nel 2012, per poi riprendere con vigore nel 2018.

Le riserve d’oro hanno un peso maggiore

Sebbene le proiezioni sul debito in Italia alla fine del 2025 non siano definitive, si stima che si stabilizzerà sotto i 3.100 miliardi. Al 31 dicembre scorso, erano necessarie “solo” 840 milioni di once per coprire l’intero debito, equivalenti a quasi 30.000 tonnellate di oro. Nel 2005, erano necessarie oltre 142.000 tonnellate. Le riserve auree della Banca d’Italia ammontano a 2.451,8 tonnellate, coprendo meno del 2% del debito necessario 20 anni fa, mentre a fine mese scorso rappresentavano il 9,4%.

Influenza positiva sulla percezione del rischio sovrano

Come abbiamo illustrato in un altro articolo recente, l’evoluzione di questo rapporto tra debito e oro influisce sulla percezione del rischio sovrano. L’Italia possiede le terze maggiori riserve auree al mondo, dopo Stati Uniti e Germania. Un aumento del prezzo dell’oro incrementa il valore degli asset e, teoricamente, migliora la capacità dello Stato di gestire tensioni fiscali a breve termine. Nonostante nessuno preveda che Roma o altre capitali occidentali vendano oro per ripagare i creditori, è rassicurante sapere che, se necessario, una tale mossa avrebbe un impatto tangibile, anche se temporaneo. È come avere un’aspirina in tasca: meglio averla e non averne bisogno, che averne bisogno e non averla.

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