La possibilità di ritirarsi dal lavoro a 64 anni rimane attiva per alcuni contribuenti grazie alla pensione anticipata contributiva. Questa opzione può essere un’opportunità interessante per molti lavoratori, ma la chiave per accedervi è legata alla data del primo versamento contributivo.
Questa opportunità è disponibile solo per coloro che hanno effettuato il primo contributo dopo il 31 dicembre 1995. È valida anche per chi opta per il computo nella Gestione Separata, ma le condizioni sono molto specifiche e limitate. È importante notare che la pensione anticipata contributiva ha limiti di importo molto restrittivi: se l’importo è troppo basso, non è possibile accedere alla pensione, nonostante si possiedano gli altri requisiti.
Si tratta di una misura molto particolare che necessita di specifiche chiarificazioni a causa della sua natura unica.
Gli esclusi dalla pensione anticipata a 64 anni: le ragioni dell’esclusione
Come già menzionato, per accedere alla pensione anticipata contributiva è fondamentale la data di primo versamento dei contributi. Coloro che hanno iniziato a contribuire dopo il 31 dicembre 1995 possono beneficiare di questa misura. Invece, chi ha versato anche un solo contributo prima del 1996 viene automaticamente escluso.
Di conseguenza, prima di procedere con riscatti o richieste di valorizzazione di periodi contributivi anteriori al 1996, è essenziale valutare attentamente le implicazioni. Anche il servizio militare, se svolto prima del 1996, può portare all’esclusione da questa misura che consente di anticipare la pensione di tre anni rispetto all’età ordinaria di pensionamento, fissata a 67 anni.
Non sono esclusi soltanto coloro che non rispondono al criterio anagrafico di iscrizione. Anche i contribuenti che, pur avendo il primo versamento nel periodo corretto, non raggiungono l’importo minimo richiesto restano fuori.
Infatti, la pensione non può essere inferiore a tre volte l’assegno sociale vigente nell’anno di decorrenza.
Come verificare il diritto alla pensione anticipata contributiva
Per poter accedere alla pensione anticipata contributiva a 64 anni, i requisiti necessari includono:
- almeno 64 anni di età anagrafica;
- almeno 20 anni di contributi;
- primo versamento contributivo dopo il 31 dicembre 1995;
- una pensione maturata non inferiore a tre volte l’assegno sociale.
Esistono alcune agevolazioni per le lavoratrici madri, che prevedono una riduzione del requisito dell’importo minimo a seconda del numero di figli:
- con un figlio, la pensione deve essere 2,8 volte l’assegno sociale;
- con due o più figli, l’importo richiesto scende a 2,6 volte l’assegno sociale.
Nel 2026, l’assegno sociale ammonta a 546,23 euro mensili. Di conseguenza:
- tre volte l’assegno sociale corrispondono a 1.638,69 euro al mese;
- 2,8 volte equivalgono a circa 1.529 euro;
- 2,6 volte a circa 1.420 euro.
Questi importi non sono facilmente raggiungibili, specialmente considerando che nel 2026 il governo ha eliminato la possibilità di integrare l’importo con la previdenza complementare, escludendo così le rendite dei fondi pensione dal calcolo necessario per superare la soglia richiesta.
Questo rende la misura selettiva e accessibile solo a un numero limitato di contribuenti.
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Enzo Conti è profondamente radicato nella cultura italiana, grazie al suo lavoro di ristoratore e promotore del patrimonio locale. Il suo ristorante non è solo un luogo in cui gustare i sapori della Puglia, ma anche uno spazio dove cultura e storia si incontrano. Enzo organizza eventi per far conoscere le ricchezze della regione, affrontando anche questioni di società, politica locale e preservazione dell’ambiente attraverso il cibo.



