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Scopri le Due Diverse Pensioni Anticipate: Differenze e Requisiti Essenziali!

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Pubblicato da Enzo Conti
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Pensione anticipata tradizionale e pensione anticipata su base contributiva: quali sono le differenze?

Generalmente, la pensione anticipata è considerata quella modalità introdotta in sostituzione della pensione di anzianità, che esisteva prima dell’implementazione della riforma Fornero. Nell’opinione comune, la pensione anticipata tradizionale permette di andare in pensione indipendentemente dall’età del lavoratore.

Sebbene in Italia ci siano due tipi principali di pensione (di vecchiaia e anticipata), esistono anche due forme di pensione anticipata tradizionale.

Una di queste non presenta limiti d’età e può essere ottenuta a prescindere dall’età del lavoratore.

Mentre l’altra impone un limite d’età specifico e una restrizione significativa sul numero di beneficiari ammessi. Queste sono le differenze che esamineremo.

Le due forme di pensione anticipata disponibili: differenze e requisiti

La pensione anticipata tradizionale è accessibile a tutti i lavoratori, indipendentemente da quando hanno iniziato a versare i contributi e senza alcun limite di età. È sufficiente avere accumulato il giusto numero di anni di contributi. Per gli uomini, sono necessari 42 anni e 10 mesi di contributi, mentre per le donne 41 anni e 10 mesi. Questo permette di accedere alla pensione una volta raggiunta questa soglia di contributi, come avveniva in passato con le pensioni di anzianità, per le quali erano sufficienti 40 anni.

Tutti i contributi versati sono validi per questa pensione, inclusi quelli volontari, figurativi o di riscatto. L’unico requisito è aver accumulato 35 anni di contributi effettivi, escludendo quelli figurativi da disoccupazione o malattia.

Cosa differenzia la pensione anticipata tradizionale da quella contributiva?

Nell’ambito delle pensioni anticipate tradizionali, troviamo anche la pensione anticipata contributiva. Come suggerisce il nome, questa opzione è riservata a chi è incluso nel sistema contributivo, ovvero i cosiddetti nuovi iscritti, coloro che hanno iniziato a versare i contributi dopo l’introduzione della riforma Dini nel 1996.

Questi lavoratori sono considerati contributivi puri, non avendo contributi precedenti all’adozione del sistema contributivo di Lamberto Dini.

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La pensione anticipata contributiva presenta caratteristiche peculiari, includendo una restrizione significativa sia sul pubblico di riferimento che sull’importo minimo della pensione. Per accedere a questa forma di pensione è necessario avere 64 anni e 20 anni di contributi. Inoltre, la pensione non deve essere inferiore a tre volte l’assegno sociale alla data di decorrenza.

L’ostacolo dell’importo minimo di pensione da raggiungere

Ciò significa che, nel 2025, uomini e donne che hanno iniziato a contribuire dopo il 1995, per poter accedere a questa forma di pensione, devono avere un assegno che superi i 1.600 euro mensili. Nonostante non ci siano distinzioni di genere (a differenza della pensione anticipata tradizionale), le donne che hanno figli possono accedere alla pensione anticipata contributiva anche con un importo pari a 2,8 volte l’assegno sociale (con un figlio) o 2,6 volte (con più figli).

In entrambi i casi, sia per la pensione anticipata tradizionale che per quella contributiva, è prevista una finestra di 3 mesi per l’inizio del pagamento del primo rateo di pensione.

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