Prima ancora della chiusura dei seggi in Veneto, Campania e Puglia, un fatto era già chiaro: era giunta la fine del mandato per i governatori in carica di queste regioni italiane. Luca Zaia, Vincenzo De Luca e Michele Emiliano hanno mal sopportato l’impossibilità di candidarsi per un terzo mandato, proibito dalla legge. Si sono adoperati in tutti i modi per cercare una soluzione, ma hanno incontrato l’insormontabile ostacolo del Parlamento nazionale. Probabilmente, avrebbero vinto con grande margine se avessero potuto partecipare alla competizione elettorale.
Il limite dei due mandati
A causa della loro elevata popolarità, si è molto discusso nei mesi scorsi sulla questione se mantenere o meno il limite dei due mandati anche per i governatori regionali. Diciamo chiaramente che questa restrizione è arbitraria e deriva dall’esperienza statunitense, anche se da noi il termine “governatore” non ha lo stesso significato.
I governatori italiani hanno poteri più limitati rispetto ai loro omologhi americani, che in alcuni casi possono decidere sulla vita o sulla morte dei condannati a morte (dove questa pena è ancora in vigore).
Pericolo di poteri personali
Da cosa nasce il limite dei due mandati? Una legge del 2010 lo introdusse per prevenire che l’elezione diretta potesse favorire la formazione di poteri locali non solo politici. Zaia ha evitato per poco che il suo primo mandato fosse contato e di fatto è rimasto in carica come “doge” del Veneto per 15 anni consecutivi. È un peccato che i cittadini debbano rinunciare all’esperienza apprezzata dei loro governatori uscenti. Indipendentemente dal giudizio politico sui loro mandati, non vi è dubbio che Zaia, De Luca e Emiliano avessero una piena capacità di gestire l’amministrazione regionale, di per sé complessa e difficile da comprendere per chi non è del settore.
Il ricambio generazionale, però, è essenziale per evitare la formazione di poteri personali, che anche se in buona fede, potrebbero compromettere il consenso locale. Come detto in precedenza, le regioni non detengono poteri vasti, ma ciò non significa che non gestiscano risorse importanti. A loro spetta la gestione della sanità, un settore del bilancio molto sensibile che vale 140 miliardi di euro. Inoltre, gestiscono fondi di coesione e, negli ultimi anni, anche quelli legati al PNRR. In conclusione, si parla di una notevole quantità di denaro nelle mani di pochi.
Ex governatori nuovamente eleggibili
Limitare la possibilità che gli stessi governatori rimangano in carica per decenni è cruciale per ridurre il rischio di creare poteri personali. È una condizione necessaria, anche se non sufficiente. Da notare che la legge impedisce di ricoprire più di due mandati consecutivi. Tuttavia, nulla impedisce a Zaia, De Luca ed Emiliano di candidarsi nuovamente per guidare le loro regioni. Questo è stato esplicitamente dichiarato ieri sera dal Veneto, che ha commentato il successo ottenuto con 200.000 preferenze personali.
E c’è il sospetto che in Campania De Luca possa sfruttare il più piccolo problema della Giunta Fico per farla cadere e tornare a Palazzo Santa Lucia.
giuseppe.timpone@investireoggi.it
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Enzo Conti è profondamente radicato nella cultura italiana, grazie al suo lavoro di ristoratore e promotore del patrimonio locale. Il suo ristorante non è solo un luogo in cui gustare i sapori della Puglia, ma anche uno spazio dove cultura e storia si incontrano. Enzo organizza eventi per far conoscere le ricchezze della regione, affrontando anche questioni di società, politica locale e preservazione dell’ambiente attraverso il cibo.



