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Taglio IRPEF imminente: scopri chi ne beneficerà!

Perché il taglio dell’IRPEF si avvicina e per quali contribuenti
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Pubblicato da Enzo Conti
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Il governo è incitato ad accelerare la definizione del taglio dell’IRPEF per i contribuenti, una richiesta che proviene da Forza Italia.

Questa potrebbe essere l’occasione per i contribuenti di vedere un alleggerimento dell’IRPEF? La situazione politica attuale suggerisce una risposta affermativa. Di recente, durante un convegno dei commercialisti, la premier Giorgia Meloni ha annunciato una riduzione delle tasse per la classe media, ricevendo un caloroso applauso dagli astanti. Poco prima, il suo vice e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, aveva richiesto una diminuzione della pressione fiscale. La reazione del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, è stata piuttosto riservata: “abbiamo ancora due anni e mezzo di tempo”. L’altro vice e leader della Lega, Matteo Salvini, propone una pace fiscale attraverso l’annullamento delle cartelle esattoriali.

Terzo mandato e riforma elettorale

Non essendo possibile soddisfare tutti per limitazioni di bilancio, la vittoria potrebbe essere di Tajani o di Salvini. Ed è qui che si apre una possibilità per i contribuenti riguardo al taglio dell’IRPEF. Attualmente, a Palazzo Chigi si stanno valutando due riforme: il terzo mandato per i governatori e una nuova legge elettorale. Questo interessa direttamente governatori come Vincenzo De Luca in Campania e Luca Zaia in Veneto, e forse anche Michele Emiliano in Puglia. Fino ad ora, la posizione del governo è stata contraria, tanto che ha impugnato la legge regionale della Campania.

Cosa è cambiato? Il terzo mandato sarebbe vantaggioso per il centro-destra per accontentare Zaia e lo stesso Salvini, che teme che il “doge” possa soffiargli il posto di segretario se rimane senza incarichi. Inoltre, De Luca potrebbe ricandidarsi anche senza il supporto del PD e dividerebbe il “campo largo”, che in Campania vede pronta la candidatura di Roberto Fico. Il centro-destra avrebbe così una chance di vittoria e, nel peggiore dei casi, anche perdendo, impedirebbe la vittoria dell’alleanza PD-M5S.

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Per quanto riguarda la legge elettorale, la preoccupazione principale rimane la stabilità. È vero che il centro-destra ha vinto nel 2022, ma era di fronte a un’opposizione frammentata. L’attuale legge elettorale, che combina elementi pseudo-maggioritari e proporzionali, era stata concepita in modo da non favorire nessun vincitore chiaro. Meloni vorrebbe riscriverla in chiave proporzionale, assicurando un premio di maggioranza al vincitore. La segretaria del PD, Elly Schlein, per altre ragioni, sarebbe almeno parzialmente favorevole.

Una contropartita pronta per Tajani

Cosa significa tutto questo per il taglio dell’IRPEF per i contribuenti? Sul tema del terzo mandato, Tajani si è mostrato irremovibile. Afferma che non si “venderà per un piatto di lenticchie”. Cercherebbe di ottenere dai suoi alleati una concessione proprio in ambito fiscale come contropartita. E la premier lo accontenterebbe, essendo lei stessa più incline a intervenire sulle aliquote piuttosto che proporre un’ennesima rottamazione, suscettibile di critiche da parte dell’opinione pubblica. L’accordo in corso sarebbe questo: il sì di Forza Italia al terzo mandato e alla riforma elettorale in cambio di un taglio dell’IRPEF. A vantaggio di chi?

Quali contribuenti beneficeranno dell’IRPEF

Quando si discute della classe media, i dettagli sono sempre piuttosto nebulosi. Esiste un vasto gruppo di contribuenti che paga la maggior parte dell’IRPEF e che attende un segnale dal governo di centro-destra. Si riferisce a coloro che si trovano nel secondo dei tre scaglioni di reddito: tra 28.000 e 50.000 euro lordi all’anno.

I calcoli indicano che circa 7,5 milioni di persone rientrano in questa fascia, per un gettito complessivo di circa 70 miliardi. Ogni punto percentuale in meno pagato costerebbe allo stato 2 miliardi di euro in termini di minor gettito. Poiché l’obiettivo immediato sarebbe quello di ridurre l’aliquota dal 35% al 33%, il costo totale ammonterebbe a 4 miliardi.

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In pratica, chi oggi dichiara 50.000 euro lordi, l’anno prossimo potrebbe risparmiare 440 euro, equivalenti a circa 36,67 euro al mese. Non sono cifre elevate, ma rappresentano un passo nella giusta direzione. Se il bilancio lo permettesse, ci sarebbe anche la possibilità di estendere il primo scaglione oltre gli attuali 28.000 euro, riducendo così drasticamente il carico IRPEF per alcuni contribuenti. Supponiamo che venisse portato fino a 35.000 euro. Chi dichiarasse questa cifra, vedrebbe tassati gli ultimi 7.000 euro di reddito al 23% anziché al 35% attuale. Il risparmio sarebbe di 120 euro per ogni 1.000 euro dichiarati, ovvero 840 euro nel nostro esempio (70 euro al mese). Da qui a fine legislatura ci sarà tempo per valutare le modalità.

 

 

 

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