La dichiarazione rilasciata ieri da Unicredit ha segnato un punto di svolta nell’operazione Commerzbank. La banca, sotto la guida di Andrea Orcel, ha annunciato di aver ottenuto adesioni per il 7,57% delle azioni della banca tedesca tramite la sua Offerta Pubblica di Scambio (OPS). Questo porta la partecipazione diretta di Unicredit al 34,4%, a cui si aggiungono derivati per il 16,4%. Tra questi, il 3,2% sono contratti con consegna fisica alla scadenza stipulati con Nomura e altre banche di investimento, mentre il 13,2% sono derivati che verranno regolati in contanti.
Il controllo di Commerzbank da parte di Unicredit
Pur non includendo i derivati nel calcolo della sua partecipazione in Commerzbank, nella pratica questi rappresentano capitale destinato a essere trasferito a Piazza Gae Aulenti.
Quindi, Unicredit è già in posizione di influenzare l’assemblea degli azionisti della banca tedesca. Inoltre, c’è ancora tempo per aderire all’OPS, che scade il 16 giugno e potrebbe essere prorogata fino a luglio.
Le motivazioni dietro l’annuncio sembrano essere state di natura tattica. Orcel ha inteso attenuare la resistenza di Bettina Orlopp, la sua omologa di Francoforte, che aveva respinto l’offerta italiana sostenendo che questa non riflettesse adeguatamente il valore dell’azione. Infatti, l’OPS propone uno scambio di 0,485 azioni Unicredit per ogni azione di Commerzbank portata in adesione. Con i prezzi di mercato di ieri – 74,93 e 37,17 euro rispettivamente – gli azionisti che decidono di aderire all’offerta italiana avrebbero in portafoglio un titolo scontato del 2% rispetto al valore di mercato dell’azione detenuta fino a quel momento.
Diminuiscono le resistenze tedesche riguardo al prezzo
Ma Orcel sostiene che l’offerta includeva un premio del 4% rispetto alla data dell’annuncio dell’OPS, il 16 marzo scorso.
La seduta di borsa precedente si era conclusa con Unicredit a 63,50 euro e Commerzbank a 29,59 euro. Da quel momento, i titoli sono cresciuti rispettivamente del 18% e del 25,6%. Il lancio dell’offerta ha sostenuto il valore in borsa della banca tedesca. Orcel non vede la necessità di rilanciare l’offerta, specialmente alla luce dei risultati ottenuti finora. Il suo obiettivo era proprio superare il 30% di partecipazione.
A questo punto, Orlopp e il suo team non possono più opporsi con convinzione all’avanzata di Orcel. Sanno che la maggior parte del capitale è già sotto il controllo di Orcel e non hanno più alcun potere negoziale per richiedere di più. Anche il governo di Berlino si trova in una posizione difficile. Deve riconoscere che la seconda banca della Germania è ora controllata da un istituto straniero, con il benestare della Banca Centrale Europea, che favorisce la creazione di gruppi bancari transnazionali.
Il titolo diventerà più volatile?
E ora? Il titolo di Commerzbank appare poco liquido. Escludendo la metà del capitale in mano a Unicredit, il 12,7% posseduto dal governo tedesco e un ulteriore 17% detenuto da altri investitori istituzionali, rimane poco margine per le transazioni di mercato. Questa situazione potrebbe portare a un aumento della volatilità nelle prossime settimane, così come a una possibile pressione al ribasso sul prezzo, visto che sembra poco probabile che Orcel decida di aumentare l’offerta.
giuseppe.timpone@investireoggi.it
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