Nelle ultime settimane, il mercato ha adottato una strategia di “risk-off”, rifiutando di accettare le condizioni precedentemente valide nel settore obbligazionario fino alla fine di febbraio. La crisi in Iran ha scatenato una reazione inaspettata per quanto riguarda i tempi e l’entità dell’evento. Questo ha spinto gli investitori a cercare attivamente protezioni contro possibili aumenti nei tassi di interesse, innescati dal rialzo dei prezzi di petrolio e gas che ha rafforzato le previsioni d’inflazione, ponendo le banche centrali in uno stato di allerta. Una volta che questi timori saranno confermati dai dati macroeconomici iniziali, è probabile che si assista a un incremento nei costi del denaro.
Barriera contro l’incremento dei tassi
Di conseguenza, i CcTeu in Italia hanno guadagnato popolarità persino tra coloro che non ne avevano mai sentito parlare prima. Si tratta di obbligazioni statali i cui interessi sono indicizzati agli Euribor a 6 mesi, e quindi direttamente influenzati dalle politiche monetarie. Questi titoli sono particolari perché incrementano i pagamenti agli investitori quando i tassi aumentano, operando in maniera simile ai BTp Italia, che sono legati all’inflazione interna, con la differenza che qui il capitale rimane invariato mentre l’interesse cresce.
Il CcTeu con scadenza 15 aprile 2032 (ISIN: IT0005594467) si può attualmente acquistare a un prezzo di circa 102, diminuito dai quasi 103,50 di fine febbraio. L’interesse garantito al netto dell’Euribor è del 1,85% annuo lordo. Con questo prezzo, il rendimento attuale è dello 0,75%, escludendo gli interessi di mercato a cui è legato. Considerando che un BTp con cedola fissa e scadenza simile offre oggi un rendimento del 3,50%, ci troviamo di fronte a un “breakeven” di 2,75%.
Il mercato prevede che questo sarà il tasso medio dell’Euribor a 6 mesi da oggi fino alla scadenza.
La prossima cedola, in pagamento il 15 ottobre, sarà superiore a quella attualmente in maturazione e pagabile tra tre settimane. Infatti, il tasso di riferimento è aumentato recentemente dello 0,30%.
CcTeu desiderabile con l’aumento dell’inflazione
Attualmente, l’Euribor a 6 mesi è circa il 2,40%, il che indica che il mercato non prevede un aumento drastico. Evidentemente, non si ritiene ancora necessaria una politica monetaria restrittiva per contenere la crescita dell’inflazione, che si prevede arriverà in Italia a una media del 1,85% nei prossimi sette anni, un rialzo di mezzo punto percentuale in sole tre settimane. Di conseguenza, il CcTeu 2032 può offrire una protezione adeguata nel medio-lungo termine contro un aumento dei tassi sempre più probabile a causa degli eventi geopolitici. In un portafoglio obbligazionario diversificato, questi titoli meritano considerazione in qualsiasi scenario di mercato.
giuseppe.timpone@investireoggi.it
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