Accoglienza » News » Dividendi Azionari: Perché i Titoli Stanno Crollando in Borsa Oggi!

Dividendi Azionari: Perché i Titoli Stanno Crollando in Borsa Oggi!

Stacco dei dividendi azionari
News
Foto dell'autore
Pubblicato da Enzo Conti
Aggiornato il :
Oggi, ben 23 società blue chip quotate a Piazza Affari procedono allo stacco dei dividendi, causando una diminuzione nei loro valori di mercato.

Giornata difficile per Piazza Affari, con l’indice FTSE MIB che registra una perdita del 2% alle ore 13.45. La discesa è attribuibile allo stacco dei dividendi di 23 importanti aziende quotate, tra cui A2A, Amplifon, Azimut, Banca Monte Paschi, Banco BPM, Banca Popolare di Sondrio, BPER, Brunello Cucinelli, Buzzi, Diasorin, ENI, Finecobank, Generali, Interpump, Intesa Sanpaolo, Inwit, Italgas, Moncler, Nexi, Recordati, Saipem, Tenaris e Unipol.

Da oggi fino alla data di pagamento, azioni ex-dividendo

Che cosa implica l’espressione “stacco dei dividendi azionari” e perché esso è all’origine del calo odierno del mercato azionario italiano? Le aziende quotate rendono noto ogni trimestre l’andamento finanziario. Periodicamente, che può essere trimestrale, ma più spesso semestrale o annuale in Italia, stabiliscono la parte degli utili accumulati (payout) da distribuire agli azionisti.

I pagamenti sono denominati dividendi o cedole. Questo termine è utilizzato perché gli utili vengono divisi tra il numero di azioni in circolazione. Per esempio, se l’azienda Alfa decide di distribuire 100 milioni di euro e ci sono 1 miliardo di azioni in circolazione, ogni azione riceverà una cedola di 0,10 euro.

Le aziende annunciano con anticipo quando avverrà lo stacco dei dividendi. Questo significa che i diritti ai pagamenti spettano a tutti coloro che hanno acquistato azioni fino alla fine della sessione di mercato precedente. In questo caso specifico, chi ha acquistato azioni delle società sopracitate fino alla chiusura del mercato di venerdì 16 maggio. Chi compra oggi tali titoli, non avrà diritto al pagamento. Infatti, da oggi fino alla data di pagamento, che di solito è due giorni lavorativi dopo la data dello stacco, le azioni sono trattate come “ex-dividendo”.

LEGGI  Crisi in Francia: il caso Tavares e le Opportunità per l'Italia con Stellantis

Lo stacco dei dividendi azionari, il caso di MPS

Questo ci porta alla ragione del calo. Praticamente, le azioni da oggi fino a mercoledì non includeranno più il dividendo che era stato promesso agli azionisti. Consideriamo un esempio pratico per meglio comprendere. Monte Paschi di Siena ha annunciato che distribuirà ai suoi azionisti 86 centesimi di euro per ogni azione basato sugli utili accumulati nell’esercizio del 2024. Venerdì 16, al termine della giornata, il valore per azione era di 8,07 euro. Attualmente, è quotato a 7,48 euro, mostrando una diminuzione di 59 centesimi. Tuttavia, la Borsa Italiana indica che il titolo è in aumento di 27 centesimi, ovvero del 3,70%. Come è possibile?

I calcoli sono semplici: 8,07 euro meno il dividendo di 86 centesimi risultano in 7,21 euro. Questo sarebbe il valore dell’azione dopo lo stacco del dividendo, se il prezzo fosse rimasto invariato rispetto a venerdì scorso. Invece, il valore attuale è di 7,48 euro, quindi 27 centesimi in più. Anche se appare in calo, considerando che è trattato ex-dividendo, in realtà sta registrando un rialzo. Chi vende oggi l’azione, ha ancora diritto a ricevere il dividendo, a differenza di chi la compra. È essenziale aver posseduto l’azione il giorno di mercato precedente alla data dello stacco.

 

Articoli simili

LEGGI  Febbraio 2025: Assegno Unico e Rottamazione Cartelle, le Scadenze Cruciali!

Valuta questo articolo

Lascia un commento