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Generali e Unicredit, possibile scambio azionario con Delfin? Scopri i dettagli!

Generali, verso lo scambio di azioni tra Unicredit e Delfin?
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Pubblicato da Enzo Conti
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Unicredit avrebbe proposto a Delfin uno scambio di azioni di nuova emissione con il pacchetto azionario posseduto dalla holding nella compagnia.

Le azioni Generali hanno terminato la settimana di scambi alla Borsa di Milano in aumento, raggiungendo 42,54 euro e elevando la capitalizzazione di mercato dell’assicurazione a un record di oltre 65 miliardi di euro. A stimolare ulteriormente l’interesse verso il Leone di Trieste sul mercato azionario è stata la voce riguardante una possibile offerta da parte di Unicredit a Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, consistente in azioni di nuova emissione in cambio del 10% di partecipazione detenuta nell’assicurazione.

Azioni Generali: Delfin rifiuta lo scambio

Questa proposta, che dimostra l’interesse di Andrea Orcel per questo importante asset controllato da Mediobanca con una quota del 13,30%, sorge a pochi mesi dall’acquisizione di Piazzetta Cuccia da parte di Monte Paschi di Siena, che è stata oggetto di una offerta pubblica di acquisto da parte di Intesa Sanpaolo con l’obiettivo di ottenere il controllo di Generali. Se questa operazione fosse realizzata, Unicredit aumenterebbe la propria partecipazione in Generali al 19%, mentre Delfin otterrebbe un ulteriore 5% della banca milanese, passando dal 2,7% attualmente detenuto a circa il 9%.

Tuttavia, la proposta di Unicredit è stata declinata da Delfin. Le ragioni del rifiuto sono due. La prima concerne i valori degli scambi; l’azione di Piazza Gae Aulenti vale quasi 80 euro, portando la capitalizzazione totale a oltre 120 miliardi, quasi il doppio dell’assicurazione. La holding ritiene che lo scambio avrebbe luogo in un momento di mercato non favorevole. Inoltre, Delfin necessita di liquidità piuttosto che di un nuovo pacchetto azionario.

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Riorganizzazione di Delfin stimola il risiko bancario

Delfin sta attraversando un riassetto interno, con Leonardo Maria Del Vecchio che acquista le quote dei fratelli per aumentare la sua partecipazione nel capitale. Questa mossa sta avvenendo attraverso debiti e per finanziarla sarà necessario vendere alcune partecipazioni finanziarie, come il 17,50% in Monte Paschi e il 10% in Generali.

Piuttosto che uno scambio, quindi, la holding sarebbe più interessata a una vera e propria vendita, possibilmente a un prezzo superiore rispetto alle valutazioni di mercato correnti.

Nonostante le voci, la situazione preannuncia una potenziale contesa tra le due principali banche italiane per il controllo di Trieste. Se Orcel dovesse superare la quota di Generali detenuta da Intesa dopo l’OPA, Carlo Messina sarebbe costretto ad acquisire ulteriori quote oltre il 3,13% già acquistato recentemente, o a formare alleanze con altri investitori. Nel capitale, oltre a Delfin, figurano anche il 6,32% di Francesco Gaetano Caltagirone e il 4,91% di Benetton.

Potenziale accordo tra Intesa e Unicredit

Un’alternativa sarebbe un accordo tra Intesa e Unicredit. Le due banche potrebbero cessare le ostilità per co-gestire l’assicurazione. Il punto debole di questa strategia sarebbe la necessità di condividere gli accordi di partnership. Né Unicredit né Intesa avrebbero l’esclusiva nella distribuzione delle polizze assicurative attraverso le proprie filiali, il che limiterebbe i profitti di entrambe, anche se ciò comporterebbe costi minori per ottenere il controllo.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

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