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OPAS su MPS: Rivoluzione per Delfin e Caltagirone! Scopri le Novità

OPAS Intesa su MPS: ecco cosa accade a Delfin e Caltagirone con l’adesione
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Pubblicato da Enzo Conti
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L’OPA di Intesa su MPS modifica le quote degli azionisti di entrambe le istituzioni in caso di successo dell’operazione.

L’OPA di Intesa Sanpaolo su MPS rinnova il panorama del risiko bancario in Italia e ridisegna il quadro del capitalismo finanziario nazionale con ripercussioni anche a livello internazionale. Mentre Unicredit procede nel tentativo di acquisizione di Commerzbank in Germania, gli attori principali dell’operazione esaminano le strategie per massimizzare i propri guadagni. Tra questi, Delfin e Francesco Gaetano Caltagirone. La holding di famiglia Del Vecchio è il maggiore azionista di Siena con il 17,53%, mentre l’imprenditore capitolino segue con il 10,26%. Entrambi hanno agito in cooperazione per lungo tempo sia in Generali che in Mediobanca e di recente in Monte Paschi, dopo essere entrati nel capitale nell’autunno del 2024.

OPA di Intesa su MPS: un’occasione per Delfin e Caltagirone

Le strade si sono divise il 15 aprile scorso, quando Delfin ha votato per il rinnovo del mandato all’amministratore delegato Luigi Lovaglio e contro la lista di Caltagirone, che aveva proposto Fabrizio Palermo come nuovo capo dell’istituto. Le divergenze sono emerse a causa di differenti interessi. La holding desidera massimizzare il valore delle sue azioni in vista di una futura vendita, mentre Caltagirone ha una prospettiva di investimento a più lungo termine.

L’OPA di Intesa su MPS annulla tutte le precedenti considerazioni. Si presenta un dilemma fondamentale: aderire o no? Se accettassero l’offerta di Carlo Messina, riceverebbero 1 euro per ogni azione posseduta, risultando in quasi 533 e 312 milioni rispettivamente. Inoltre, otterrebbero rispettivamente oltre 852 milioni e quasi 499 milioni di nuove azioni Intesa. Con una partecipazione del 100%, Delfin possederebbe circa il 3,8% della nuova entità nata dalla fusione con Intesa e MPS, mentre Caltagirone avrebbe circa il 2,2%.

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Influenzare la governance o realizzare profitti?

Sebbene entrambe le quote possano sembrare minoritarie, sarebbero tra le più significative nel capitale di Ca’ de Sass. Attualmente, i principali azionisti sono Fondazione Sanpaolo con il 6,6%, Fondazione Cariplo con il 5,5% e BlackRock con il 5,2%. Questi scenderebbero rispettivamente al 5,16%, 4,3% e 4,1%. Quando il capitale è ampiamente distribuito, anche percentuali del 2-3% possono avere un impatto sulla governance. Delfin e Caltagirone, se lo volessero, potrebbero esercitare una certa influenza anche nella nuova entità.

Non è detto che questo sia il loro obiettivo, almeno non per entrambi. Delfin potrebbe sfruttare l’occasione per vendere come previsto da un piano già in considerazione da mesi. Incasserebbe subito più di mezzo miliardo e potrebbe vendere la quota in Intesa, che al prezzo di mercato attuale vale oltre 5 miliardi. Avendo speso meno di 1 miliardo per acquistare le azioni MPS, realizzerrebbe una plusvalenza fino a 4,5 miliardi in queste condizioni di mercato.

La vera partita si gioca su Generali

Ma la vera sfida si svolge altrove. Delfin possiede anche il 10,15% di Generali e Caltagirone il 6,32%. Con l’OPA, Intesa acquisirebbe MPS e la controllante attraverso Mediobanca con una partecipazione del 13,3%. Qui, Delfin e Caltagirone possono esercitare il massimo della loro influenza. Insieme, potrebbero modificare l’equilibrio del controllo.

Inoltre, nel capitale è presente anche Unicredit con una quota del 9%. A seconda della loro scelta di alleanze, potrebbero decidere chi sarà il prossimo dominante del Leone.

Delfin potrebbe anche decidere di vendere questa quota, incassando altri 6,3 miliardi. Ma anche Caltagirone potrebbe essere tentato di vendere o la quota in MPS/Intesa o quella in Generali per realizzare profitti. La tempistica di queste mosse è cruciale. Una cosa è vendere dopo la conclusione dell’OPA, un’altra è farlo prima che l’operazione sia completata. In quest’ultimo caso, si aprono opportunità di mercato a Siena per eseguire manovre potenzialmente ostili o di disturbo verso Intesa. Per esempio, Unicredit potrebbe acquisire una o entrambe le grandi partecipazioni e lanciare una controfferta.

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OPA di Intesa su MPS: una sconfitta per Lovaglio

I cellulari di Francesco Milleri, CEO di Delfin, e di Caltagirone sono già al centro dell’attenzione da giorni. Tutti sono curiosi di conoscere le loro intenzioni. L’imprenditore ha manifestato soddisfazione per l’OPA di Intesa su MPS, ma ciò non implica necessariamente che parteciperà. Potrebbe anche solo essere contento di poter vendere con un adeguato premio rispetto ai prezzi di borsa della settimana scorsa. La sua contentezza è dovuta in gran parte anche alla sconfitta che Lovaglio subirebbe inevitabilmente dopo la vittoria sorprendente, e forse di Pirro, nell’assemblea di due mesi fa. In finanza, come nella vita, chi ride ultimo, ride meglio.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

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