Mentre il calcio in Italia naviga in acque turbolente, con il ritorno di Roberto Mancini come una soluzione provvisoria, Gianni Infantino, alla guida della FIFA, ha proposto di scuotere la UEFA di Aleksander Ceferin annunciando il piano di istituire una filiale parzialmente privata che si occuperebbe dell’organizzazione del Mondiale di Calcio e del Mondiale per Club. La stima iniziale del valore di questa iniziativa è di almeno 20 miliardi di dollari, con l’obiettivo di raccogliere 4,2 miliardi vendendo il 20% delle quote.
La FIFA corteggia le federazioni più piccole
Ognuna delle 211 federazioni nazionali associate alla FIFA potrebbe ricevere fino a 20 milioni di dollari per migliorare le infrastrutture e il coaching, una cifra superiore agli 8 milioni previsti per il periodo 2027-2030, che aumenterà a 22 e 24 milioni nei cicli successivi.
Pur non essendo cifre esorbitanti, per le federazioni più piccole e meno abbienti rappresentano somme significative. Probabilmente, il sostegno a questo piano potrebbe emergere proprio da queste federazioni, che saranno chiamate a votare la proposta entro la fine dell’anno.
La UEFA ha convocato una riunione d’urgenza e ha già espressamente manifestato la propria contrarietà:
Questo supera un limite che le istituzioni governative del calcio non dovrebbero mai oltrepassare. La UEFA osserva con grande preoccupazione.
L’idea di Infantino segue il grande successo del Mondiale 2026
Il progetto della FIFA coinvolge consulenti e potenziali investitori, inclusa Thrive Eternal di Joshua Kushner, fratello di Jared, genero dell’ex presidente americano Donald Trump. Le relazioni tra Infantino e la Casa Bianca si sono intensificate durante l’organizzazione della recente Coppa del Mondo, tenutasi per la prima volta in tre paesi: Messico, USA e Canada. Questo evento ha generato introiti record di 12 miliardi di dollari, un successo che probabilmente assicurerà a Infantino il suo quarto e ultimo mandato fino al 2031.
La filiale si chiamerebbe FIFA Forward Enterprise e non avrebbe il controllo diretto dell’organizzazione della Coppa del Mondo o del Mondiale per Club, compiti che rimarrebbero fermamente in mano alla FIFA, che continuerebbe a gestire il calendario e a mantenere la governance generale. Già nel 2018, Infantino aveva proposto una nuova competizione internazionale di calcio maschile, con la vendita dei diritti per 25 miliardi a entità private. Anche in quel caso, la UEFA si oppose temendo impatti negativi sui campionati europei e sulla Champions League, e il progetto non andò in porto.
Scontro con l’Europa, flirt con nuovi mercati
La FIFA si trova sempre più in contrasto con l’Europa, non solo in termini calcistici. Anche il primo ministro britannico Andy Burnham ha criticato aspramente, affermando che il calcio appartiene ai tifosi e non dovrebbe mai diventare “un bene negoziabile”. Infantino, invece, parla di “democratizzazione” del calcio. Sotto la sua guida, il Mondiale per Club è stato potenziato e dal 2025 passerà da 25 a 32 squadre. Il numero di squadre nel Mondiale è aumentato quest’anno da 32 a 48 e si discute già di portarlo a 64 squadre entro il 2030, anno in cui l’evento sarà ospitato da Marocco, Portogallo e Spagna.
Nel 2034 sarà la volta dell’Arabia Saudita, dove il principe Mohammed bin Salman, un sostenitore delle politiche di Infantino, ha appoggiato il piano di parziale privatizzazione del 2018. È importante ricordare che, seguendo questa tendenza di espansione del calcio in nuovi mercati, nel 2022 il Mondiale si è svolto in Qatar, per la prima volta in inverno a causa delle alte temperature dell’emirato.
FIFA e UEFA ai ferri corti per questioni di business
Non pensate che la contrapposizione sia tra una UEFA che difende il “calcio del popolo” e una FIFA indifferente alle esigenze dei tifosi. La questione è puramente commerciale. Il calcio europeo è contrario alla privatizzazione perché teme che gli investitori esercitino pressioni sulla FIFA per massimizzare le entrate, aumentando il numero di eventi e squadre, il che significherebbe più partite a scapito degli eventi come la Champions League e l’Europa League, oltre ai campionati nazionali.
La proposta della FIFA mette la UEFA di fronte a uno scenario simile a quello della Superlega nel 2019. Anche allora il progetto non si concretizzò, ma il quasi scisma nel calcio europeo mise in luce la gestione inefficiente della Champions. Nonostante sia la competizione sportiva più importante a livello mondiale, gli introiti sono stati e sono ancora oggi inferiori alle potenzialità, anche se in aumento negli ultimi anni grazie al nuovo format creato per rispondere alle crescenti necessità finanziarie dei club. Ricordate, si tratta solo di una questione di denaro. Che supportiate Infantino o Ceferin, tenetelo a mente!
giuseppe.timpone@investireoggi.it
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