La sinistra ha recentemente presentato una proposta di patrimoniale che mira a tassare i patrimoni superiori ai 2 milioni di euro. La raccolta di firme avrà luogo dal 15 maggio al 15 novembre, con lo scopo di raggiungere 50.000 firme tramite gazebo nelle piazze e iscrizioni online utilizzando SPID o CIE. Una volta raccolte le firme, la proposta sarà discussa in Parlamento. Tra i promotori di questa iniziativa troviamo Rifondazione Comunista e vari accademici tra cui Maurizio Acerbo, Pier Giorgio Ardeni, Anna Bruna Camposampiero, Elena Coccia, Francesca Fornario, Alfonso Gianni, Matteo Prencipe, Rosa Rinaldi, Nadia Rosa, Benedetta Sabene e Marco Veronese Passarella.
Funzionamento della patrimoniale oltre i 2 milioni di euro
La proposta, conosciuta come 1%EQUO, prevede l’introduzione di una patrimoniale sugli asset totali delle famiglie che superano i 2 milioni di euro, con aliquote progressive così distribuite:
- 1% per patrimoni tra 2 e 5 milioni
- 1,7% per patrimoni tra 5 e 8 milioni
- 2,1% per patrimoni tra 8 e 20 milioni
- 3,5% per patrimoni oltre 20 milioni
Inoltre, si prevede un allineamento delle aliquote dell’imposta di successione con quelle più alte medie europee, mantenendo una franchigia di 1 milione di euro per trasferimenti diretti (ad esempio, da genitori a figli). Le stime del potenziale gettito fiscale variano tra i 26 e i 60 miliardi di euro all’anno, colpendo tra i 200.000 e i 500.000 contribuenti. Le risorse raccolte sarebbero destinate a finanziare istruzione, sanità, politiche abitative, ambiente, sicurezza sul lavoro, disabilità e sostegno al reddito. Una tipica manovra di politica fiscale “tassa e spendi”.
Gettito reale molto inferiore alle stime
Questa proposta, simile alla “tassa Zucman” introdotta in Francia, mira a ridistribuire il carico fiscale e la ricchezza. Tuttavia, anche a Parigi i calcoli teorici sul gettito si sono scontrati con la realtà. Se un’imposta patrimoniale simile fosse applicata in Italia per patrimoni oltre i 2 milioni di euro, lo Stato incasserebbe molto meno dei 26-60 miliardi annui stimati. Il motivo è semplice: i capitali tendono a spostarsi verso paesi con una pressione fiscale più bassa.
L’unica ricchezza immobile sarebbe quella legata agli immobili. Tuttavia, anche in questo caso ci sarebbero brutte sorprese. Immaginate un immobile valutato 5 milioni di euro. Dopo l’applicazione dell’imposta, la domanda per questo tipo di asset diminuirebbe, riducendo così i valori di mercato. L’aliquota si applicherebbe su una base imponibile ridotta, risultando in un gettito inferiore alle attese. Senza contare i numerosi stratagemmi che verrebbero utilizzati per evadere l’imposta, come l’intestazione di beni a familiari per ridurre il valore patrimoniale sotto i 2 milioni di euro per nucleo.
Necessità di ridurre la spesa pubblica
Se l’imposta dovesse colpire anche i patrimoni aziendali, l’impatto sarebbe sul sistema produttivo italiano. La questione centrale è: in un Paese con una pressione fiscale oltre il 43% del Pil e una spesa pubblica che supera il 50%, abbiamo davvero bisogno di ulteriori risorse? Il gettito è già troppo elevato e dovrebbe essere ridotto per stimolare la crescita economica. Questo richiederebbe un taglio delle spese, focalizzandosi sulle voci meno produttive. L’Italia soffre di un eccesso di assistenzialismo, che rappresenta un ostacolo al lavoro, all’innovazione e al desiderio di auto-miglioramento.
Una patrimoniale oltre i 2 milioni? Già troppe imposte
Nonostante il possesso di patrimoni oltre i 2 milioni di euro non renda automaticamente “ricchi” — si pensi ai prezzi immobiliari nelle città come Milano — perché penalizzare coloro che hanno accumulato risorse attraverso risparmi e investimenti, frutto di lavoro e impegno? Infine, è davvero necessaria una nuova patrimoniale o in Italia esistono già troppe imposte patrimoniali? Considerate tutte le tasse esistenti, come l’IMU sulle seconde case, l’imposta di bollo su risparmi, il bollo su auto, moto e imbarcazioni. Ogni forma di possesso è già soggetta a tassazione. E questo dopo che i nostri redditi e consumi sono già stati ampiamente tassati.
giuseppe.timpone@investireoggi.it
Articoli simili
- Landini e la Patrimoniale: Chi la Sostiene e Chi la Rifiuta, Scopri il Perché!
- Patrimoniale: Scopri le ragioni del rifiuto degli italiani!
- Svizzera: i “super ricchi” dicono no alla nuova imposta, cresce la tensione pre-referendum!
- Patrimoniale subito in Italia? Scopri tutto sulla controversa tassa sui ricchi!
- Scioperi paralizzano la Francia: la sinistra sfida il neopremier Lecornu!

Enzo Conti è profondamente radicato nella cultura italiana, grazie al suo lavoro di ristoratore e promotore del patrimonio locale. Il suo ristorante non è solo un luogo in cui gustare i sapori della Puglia, ma anche uno spazio dove cultura e storia si incontrano. Enzo organizza eventi per far conoscere le ricchezze della regione, affrontando anche questioni di società, politica locale e preservazione dell’ambiente attraverso il cibo.



