Nonostante non ci sia ancora una proposta formale, il governo ha mostrato disponibilità a discutere l’argomento. Alcune dichiarazioni di Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio, hanno riacceso le preoccupazioni riguardo un possibile aumento dei requisiti per la pensione a partire dal 2027. Tale rischio non era completamente sparito, ma sembrava ridimensionato dall’intenzione del governo di mantenere bloccato questo incremento.
Si pensava che l’esecutivo fosse deciso a mantenere il blocco, ma poi è arrivata una notizia inaspettata: il governo sta considerando di rimuovere il blocco. Interpretando le parole di Meloni, sembra ora più probabile che il blocco venga eliminato. Il congelamento dell’età pensionabile è dunque a rischio?
Nel 2026, chi raggiungerà i 67 anni potrà ancora andare in pensione di vecchiaia senza problemi, così come chi avrà accumulato 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi per le donne) per la pensione anticipata ordinaria.
Dal 2027, però, la situazione potrebbe cambiare, aumentando il rischio di creare nuovi casi di esodati, come alcuni temevano da tempo.
Blocco dell’età pensionabile e fine dell’adeguamento all’aspettativa di vita
Quello che sembrava solo una questione di tempo ora rischia di non realizzarsi mai. Sarebbero necessari circa 4 miliardi di euro per fermare definitivamente l’adeguamento dell’età pensionabile alle aspettative di vita.
Curiosamente, questo tema vede d’accordo partiti politici molto diversi tra loro: dalla Lega alla sinistra, inclusa la CGIL, con il suo leader Landini che su questo punto si trova in accordo con Salvini.
Evitare l’aumento dell’età pensionabile, che dal 2027 dovrebbe arrivare a 67 anni e 3 mesi, è desiderabile ma complicato.
È auspicabile perché la CGIL ha già sollevato preoccupazioni su un rischio di nuovi esodati: non una grande ondata, ma comunque un problema sociale rilevante.
Questo riguarda in particolare coloro che sono già in prepensionamento attraverso strumenti come l’isopensione e i contratti di espansione, che sono finanziati dalle aziende. In questi casi, l’INPS eroga un assegno simile a una pensione ordinaria, includendo anche i contributi figurativi fino ai 67 anni. Se l’età pensionabile fosse posticipata a 67 anni e 3 mesi, i lavoratori si troverebbero senza copertura per tre mesi.
Ultime indiscrezioni e il rischio di uno stop definitivo
Il blocco dell’adeguamento previsto per il 2027 è al centro delle discussioni sulla legge di Bilancio, insieme ad altre misure:
- introduzione di pensioni a 64 anni con inclusione di rendite e TFR;
- lancio della Quota 41 flessibile in sostituzione della Quota 103;
- potenziamento dell’Opzione Donna.
Tuttavia, è il congelamento dell’età pensionabile a rappresentare il maggior onere per le finanze statali: un costo stimato in 4 miliardi, che secondo alcuni esperti potrebbe aumentare il debito per le generazioni future.
Le stime differiscono: l’INPS prevede una perdita annuale di circa 1 miliardo, mentre l’UPB (Ufficio Parlamentare di Bilancio) stima un costo totale di 3-4 miliardi. In ogni caso, ciò comporterebbe un incremento dello 0,4% della spesa previdenziale sul PIL.
Se questi calcoli si confermassero e non si procedesse con il blocco, dal 2027 le pensioni di vecchiaia si allontaneranno. Di conseguenza, aumenteranno anche i requisiti anagrafici per l’assegno sociale e per le pensioni anticipate contributive e simili.
Inoltre, oltre al requisito anagrafico, sarebbe necessario adeguare anche quello contributivo delle pensioni anticipate ordinarie. Non avendo un limite di età, l’unico requisito da aumentare sarebbe proprio quello dei contributi. Dal 2027, quindi, sarebbero necessari 43 anni e 1 mese di versamenti per gli uomini e 42 anni e 1 mese per le donne.
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Enzo Conti è profondamente radicato nella cultura italiana, grazie al suo lavoro di ristoratore e promotore del patrimonio locale. Il suo ristorante non è solo un luogo in cui gustare i sapori della Puglia, ma anche uno spazio dove cultura e storia si incontrano. Enzo organizza eventi per far conoscere le ricchezze della regione, affrontando anche questioni di società, politica locale e preservazione dell’ambiente attraverso il cibo.



