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Regime forfettario a 100.000 euro: in attesa del semaforo verde UE!

Regime forfettario verso 100.000 euro: serve il via libera dell’UE e non solo
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Pubblicato da Enzo Conti
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Potenziali modifiche al regime forfettario per le partite IVA: si considera l’incremento del limite di fatturato a 100.000 euro nella futura legge di bilancio del 2026

Il regime forfettario per le partite IVA è nuovamente al centro delle discussioni in previsione della legge di bilancio del 2026, con l’ipotesi di aumentare il limite massimo di ricavi/compensi annui ammissibili.

Questo regime offre una modalità semplificata di gestione fiscale. I soggetti che ne soddisfano i criteri possono beneficiare di varie semplificazioni burocratiche, tra cui l’emissione di fatture esenti da IVA e senza ritenute d’acconto. Inoltre, non è richiesto presentare la dichiarazione annuale IVA né quella IRAP e non sono soggetti agli ISA (Indicatori Sintetici di Affidabilità), né devono mantenere una contabilità ordinaria.

Il reddito derivante dall’attività è soggetto a una imposta sostitutiva che sostituisce IRPEF, le addizionali e l’IRAP.

Il tasso di imposizione per il regime forfettario è del 15%, che si riduce al 5% per i primi cinque anni in caso di avvio di una nuova attività.

Il limite attuale del regime forfettario è di 85.000 euro

Non tutti i titolari di partita IVA possono accedere a questo regime. È necessario soddisfare specifici requisiti (articolo 54, Legge n. 190/2014 e successive modificazioni) e non rientrare nelle clausole di esclusione previste dall’articolo 57 della stessa legge.

Attualmente, per accedere al regime forfettario, i ricavi o compensi annui non devono superare i 85.000 euro. Questo limite si verifica rispetto all’anno fiscale precedente per chi è già in attività, mentre per chi inizia una nuova impresa, può aderire al regime anticipatamente, assumendo di non superare il limite nel primo anno.

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Considerazioni per un aumento del limite a 100.000 euro

La proposta di rialzare il limite a 100.000 euro è al centro delle discussioni in vista della prossima legge di bilancio.

Se questa proposta fosse accettata, si allargherebbe significativamente il numero di beneficiari del regime forfettario.

Un aumento del limite sarebbe un supporto significativo per coloro che hanno visto crescere i propri ricavi ma che non possiedono la struttura per gestire una contabilità complessa.

Perché il regime forfettario non può essere esteso a 100.000 euro immediatamente

Tuttavia, vi sono complicazioni. Nonostante l’interesse politico, un eventuale aumento del limite deve confrontarsi con le normative europee che considerano il regime forfettario come un’esenzione dall’IVA. L’Unione Europea stabilisce dei limiti specifici per le misure di questo tipo che gli Stati membri possono adottare. Per modificare il limite attuale, sarebbe necessario ottenere l’approvazione da parte delle istituzioni europee.

Le prime valutazioni suggeriscono che non si può procedere autonomamente. Sarà essenziale presentare la proposta a Bruxelles e ottenere il consenso, un processo che potrebbe ritardare o complicare il percorso legislativo e rendere l’attuazione della misura meno immediata di quanto sperato da alcune categorie professionali.

In sintesi

  • Il regime forfettario semplifica gli adempimenti: fatture senza IVA e nessuna dichiarazione IVA/IRAP.
  • Il reddito è soggetto a una imposta sostitutiva del 15% (5% per le nuove attività).
  • L’accesso è permesso solo rispettando requisiti specifici e senza clausole di esclusione.

  • Limite attuale di ricavi: 85.000 euro;
  • Si sta valutando l’aumento del limite a 100.000 euro nella legge di bilancio del 2026.
  • Le modifiche devono essere approvate dall’UE, rendendo l’aumento non immediatamente attuabile.

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