Chi si interessa alle notizie finanziarie è a conoscenza che negli ultimi giorni il differenziale tra i BTp e i Bund tedeschi a 10 anni è sceso ben al di sotto dei 65 punti base, posizionandosi oggi sotto i 63. Questo è il valore più basso registrato dal 2008, un chiaro segno di rinnovata fiducia nei mercati dopo anni di lenta ricostruzione della stessa. Un’altra notizia positiva riguarda la cessazione del supporto da parte della BCE (Banca Centrale Europea) ai nostri titoli di stato. Fino a recentemente, l’idea che Francoforte avesse cessato di comprare obbligazioni sul mercato causava grande preoccupazione per il rischio di innescare nuove vendite di BTp.
Termine del supporto BCE con crollo dello spread
I dati più recenti, relativi al mese di dicembre, sono molto rassicuranti. Mentre lo spread diminuiva, la BCE ha tagliato i titoli di stato italiani dal proprio bilancio con un ritmo deciso: -3,4 miliardi tramite il PEPP e -6,1 miliardi attraverso il Quantitative Easing (QE). In totale, i BTp detenuti sono diminuiti di 9,5 miliardi in un solo mese, con una riduzione totale di 13,9 miliardi. Questo rappresenta il 68,5% del totale ridotto. In termini semplici, ciò significa che Francoforte si è sentita così confortata dalla straordinaria performance dei bond italiani da ridurli nel suo bilancio più di quanto mai fatto prima.
Il debito pubblico italiano si sostiene autonomamente
Questa è una notizia molto positiva per il debito pubblico italiano: sta performando molto bene sui mercati senza ulteriori aiuti della BCE. La Banca, invece, sta adottando un approccio molto cauto verso i titoli francesi, riducendoli nel proprio bilancio di 2 miliardi a dicembre. Secondo la regola del “capital key”, la Francia avrebbe ancora un credito di oltre 30 miliardi con l’istituto.
La BCE può infatti acquistare debito francese fino a quasi un quinto del totale, anche se questa regola con il PEPP introdotto durante la pandemia non è applicabile e dovrebbe essere vista più come un riferimento teorico.
Alla fine del 2025, la BCE possedeva ancora titoli di stato italiani per un totale di 559 miliardi di euro. Questo rappresentava il 21,3% di tutti i titoli emessi dal Tesoro e in circolazione il mese scorso. In dettaglio, i BTp rappresentavano ancora il 15,2% di tutti gli acquisti effettuati tramite il programma QE e il 17,1% attraverso il PEPP. La nostra quota spettante era del 15,8%, pari al capitale detenuto dalla Banca d’Italia nella BCE rispetto al totale degli stati dell’Eurozona. Questa percentuale riflette l’incidenza del nostro Pil, cioè le dimensioni economiche.
La prudenza fiscale è fondamentale per la fiducia nei mercati
In sostanza, la BCE dovrebbe ridurre di altri 5,7 miliardi di euro di BTp nel suo portafoglio per terminare definitivamente il supporto implicito offerto. Con questi ritmi, potrebbe essere questione di poche settimane. È importante notare che la riduzione non avviene tramite vendite, ma lasciando scadere i bond senza riacquistarli (Quantitative Tightening). Un obiettivo che fino a poco tempo fa sembrava irraggiungibile.
Nessuno avrebbe pensato che l’Italia sarebbe riuscita a rifinanziarsi sui mercati a costi contenuti senza il “respiratore artificiale” di Francoforte. Un successo dovuto a un insieme di fattori, tra cui spicca la significativa prudenza fiscale dimostrata dal governo Meloni in questi anni.
giuseppe.timpone@investireoggi.it
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