Recentemente attivata, la rottamazione quinquies ha rivelato numerose restrizioni. Non tutti i contribuenti possono beneficiare di questa sanatoria e molte cartelle non sono incluse, risultando quindi impossibili da sanare. Di conseguenza, molti contribuenti che speravano di regolarizzare la loro situazione debitoria sono costretti a ricorrere all’unica alternativa: la dilazione ordinaria dei pagamenti, che presenta svantaggi rispetto alla rottamazione.
“Buonasera, sono Stefania e ho tentato di applicare le vostre istruzioni per presentare la domanda di rottamazione delle cartelle.
Tuttavia, nonostante abbia 6.500 euro di debiti con cartelle esattoriali datate, il sito dell’Agenzia delle Entrate Riscossione mi impedisce di procedere dicendo che non ci sono cartelle sanabili in modo agevolato. Cosa posso fare, dato che ho deciso di saldare il debito?”
La rottamazione quinquies più limitata del previsto: ecco i dettagli
La rottamazione quinquies sembrava poter risolvere i problemi di molti contribuenti, ma ora emergono chiaramente i suoi limiti, in particolare per quanto riguarda le tipologie di debiti esclusi. Infatti, molte cartelle non sono rottamabili nonostante rientrino nel periodo considerato, che va dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.
Il caso di Stefania è emblematico. Le sue cartelle esattoriali probabilmente includono debiti come bolli auto, IMU, TARI, che sono dovuti a enti locali come Comuni e Regioni e non possono essere inclusi nella rottamazione quinquies.
Di conseguenza, la sanatoria si applica solamente a mancati versamenti di contributi previdenziali o imposte dirette allo Stato. Chi possiede cartelle di questo tipo non può usufruire dei benefici della rottamazione e, se intende pagare, ma non può farlo immediatamente, deve optare per la dilazione ordinaria. Quest’ultima, però, non offre i vantaggi della rottamazione.
Dilazioni ordinarie: l’unica soluzione possibile, ecco i dettagli
Molti contribuenti si trovano nella situazione di Stefania, con debiti verso l’Agenzia delle Entrate Riscossione che non possono essere inclusi nella rottamazione, spesso a causa di numerose cartelle escluse. Purtroppo, l’alternativa resta la dilazione ordinaria, che, sebbene permetta un allungamento dei tempi di pagamento, non presenta i benefici della rottamazione quinquies.
Con la rottamazione quinquies, le cartelle sono ridotte di sanzioni, interessi e diritti di riscossione, e l’importo residuo può essere suddiviso in 54 rate bimestrali, ovvero 9 anni di dilazione con una rata minima di 100 euro, che equivale a circa 50 euro al mese, e un debito notevolmente diminuito. Ma, come detto, questo vale solo per le cartelle rottamabili.
Per la dilazione ordinaria, invece, sono possibili fino a 84 rate (96 rate per le richieste del 2027 e 2028) mensili, con un importo minimo di 50 euro per rata. Tuttavia, gli importi da pagare non godono di sconti o agevolazioni come nella rottamazione, e gli interessi di dilazione aumentano l’importo totale dovuto.
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