Con la decisione della Consob n. 24047 del 24 giugno 2026, Cryptosmart, la piattaforma di scambio di criptovalute interamente italiana partecipata dalla Banca Popolare di Cortona, ha ricevuto l’accreditamento come fornitore di servizi di asset crittografici (CASP) secondo il Regolamento (UE) 2023/1114 (MiCAR). Questa autorizzazione, combinata con il regime fiscale già implementato sulla piattaforma, stabilisce Cryptosmart come leader di mercato per i 2,8 milioni di italiani detentori di cripto-asset. I fondatori affermano: “Sicurezza, conformità e gestione fiscale consolidati in un’unica soluzione italiana.”
Perugia, 25 giugno 2026 − Cryptosmart, piattaforma di scambio gestita dalla Banca Popolare di Cortona, ha ottenuto la licenza per operare come CASP in base al MiCAR. L’autorizzazione è stata concessa dalla Consob con la delibera n.
24047 del 24 giugno 2026, dopo aver consultato la Banca d’Italia sugli aspetti di sua competenza e al termine dell’indagine iniziata con la richiesta presentata il 15 dicembre 2025.
Con questa approvazione, Cryptosmart è autorizzata a fornire servizi di custodia e gestione di cripto-attività per conto dei clienti, scambio di cripto-attività con denaro e altre cripto-attività, esecuzione di ordini di cripto-attività per conto dei clienti, collocamento di cripto-attività e trasferimento di cripto-attività per conto dei clienti.
Un punto di svolta per il mercato. Questo riconoscimento è particolarmente significativo alla luce della fine del periodo transitorio europeo, che scade il 30 giugno 2026: da quella data, gli operatori senza autorizzazione CASP non potranno più fornire servizi relativi agli asset digitali ai residenti nell’Unione europea. In un contesto in cui il processo di autorizzazione italiano è considerato uno dei più rigorosi e selettivi d’Europa, l’ottenimento della licenza posiziona Cryptosmart tra gli operatori che possono operare stabilmente nel nuovo contesto normativo, garantendo la protezione degli investitori e la trasparenza del mercato.
“Ottenere l’autorizzazione MiCAR da parte di Consob e Banca d’Italia segna per noi una pietra miliare e, al contempo, un nuovo inizio,” dichiara Carlotta Zola, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Cryptosmart. “È la conferma di un percorso interamente italiano, basato su elevati standard di sicurezza, governance e conformità. Ciò significa poter offrire ai nostri clienti un ambiente totalmente regolamentato e sorvegliato, dove possono custodire e amministrare i loro asset digitali con la stessa sicurezza che accordano alle finanze tradizionali.”
Il regime fiscale amministrato. L’autorizzazione MiCAR è accompagnata da un altro elemento distintivo dell’exchange: l’integrazione del Regime Fiscale Amministrato senza costi aggiuntivi. Cryptosmart agisce direttamente come sostituto d’imposta sulle plusvalenze generate dalle criptovalute, calcolando, trattenendo e versando all’Agenzia delle Entrate le tasse dovute sui profitti dei clienti. Per l’investitore che attiva il servizio, ciò elimina la necessità di includere le cripto-attività nella dichiarazione dei redditi o di calcolare personalmente le tasse: l’intero processo fiscale è gestito dall’exchange, proprio come avviene da decenni per azioni, ETF e obbligazioni attraverso broker e intermediari finanziari.
“Negli ultimi anni, la tassazione sulle criptovalute in Italia è diventata sia complessa sia gravosa per i contribuenti,” spiega Alessandro Ronchi, fondatore e consigliere delegato di Cryptosmart.
“Con il regime amministrato, il cliente che attiva il servizio è esonerato da ogni obbligo dichiarativo relativo alle cripto-attività custodite sulla piattaforma: è Cryptosmart, in qualità di sostituto d’imposta, a occuparsi del calcolo, della ritenuta e del pagamento delle tasse all’Erario. Con l’autorizzazione MiCAR, integriamo questo modello in un contesto europeo regolamentato, combinando operatività, sicurezza e gestione fiscale in una soluzione unica.”
Un servizio che va oltre una nicchia di mercato. Secondo le stime dell’Osservatorio Blockchain & Web3 del Politecnico di Milano, a gennaio 2026 il 7% dei consumatori italiani, pari a 2,8 milioni di persone, possiede crypto-asset. Il servizio è pensato sia per i clienti già attivi sulla piattaforma sia per coloro che attualmente detengono le proprie criptovalute su altri exchange internazionali o su wallet self-custodial: trasferendo gli asset su Cryptosmart, l’utente entra in un ecosistema italiano che integra sicurezza, operatività e gestione fiscale, con supporto clienti in lingua italiana.
“Il nostro obiettivo è rendere il mondo delle criptovalute accessibile, sicuro e conforme,” conclude Alessandro Ronchi. “L’autorizzazione MiCAR dimostra che è possibile innovare rispettando pienamente le regole. Ora possiamo offrire agli italiani quello che finora mancava: un operatore nazionale, regolamentato e sorvegliato, capace di gestire l’intero ciclo di vita dell’investimento in cripto, dalla custodia fino alla gestione fiscale.”
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