Manca poco alla scadenza del 14 novembre per la presentazione degli emendamenti alla legge di Bilancio. Il governo sembra avere in mente una proposta innovativa per aumentare le entrate fiscali nel 2026 attraverso la sanatoria dell’oro a scopi fiscali. Se ne è discusso recentemente. Tra le decisioni prese dal Consiglio dei ministri, ci sono state due misure che hanno causato malcontento in alcuni partiti della coalizione: l’incremento dell’imposta sugli affitti brevi e la doppia tassazione sui dividendi all’interno del gruppo. Quest’ultima iniziativa da sola potrebbe generare fino a un miliardo di euro l’anno per lo stato. Per mitigarla o eliminarla, sono necessarie alternative finanziarie.
Cos’è la sanatoria dell’oro
La sanatoria dell’oro potrebbe contribuire significativamente, se non completamente, a questo scopo. Dall’anno scorso, la imposizione fiscale sull’oro è aumentata quattro volte per coloro che non riescono a fornire una fattura che attesti prezzo e data d’acquisto. Chi di noi conserva lo scontrino di gioielli, lingotti o monete acquistati anni o decenni fa? Fino al 2023, l’aliquota del 26% era applicata solo su un quarto del prezzo di rivendita. Dal 2024, invece, si applica sull’intero valore, a meno che non si opti per la sanatoria. Così, l’imposizione è salita dal 6,5% al 26%.
Per facilitare la rivendita, il governo sta considerando di proporre una sanatoria con un’aliquota del 12,50%. Nei giorni scorsi si parlava di un’aliquota del 18%. Come funzionerebbe? Il proprietario di oro aggiornerebbe il valore ai fini fiscali alla data di adesione all’iniziativa, pagando l’aliquota prevista sull’intero prezzo. Ad esempio, se il mio gioiello è oggi valutato 10.000 euro, pagherei al fisco 1.250 euro, eventualmente suddivisi in tre rate.
L’adesione sarebbe possibile fino al 30 giugno 2026, con il pagamento (almeno della prima rata) che dovrebbe avvenire entro il settembre dello stesso anno.
Vantaggi fiscali con il pagamento immediato
Optando per la sanatoria, non è necessario che io rivenda subito l’oro dichiarato. Potrei continuare a conservarlo a casa o in una cassetta di sicurezza. Se in futuro decidessi di venderlo, pagherei il 26% non sull’intero importo, ma sulla differenza di valore rispetto al prezzo di sanatoria. Per esempio, se il mio gioiello nel 2029 viene valutato 15.000 euro, dovrei pagare al fisco il 26% di 5.000 euro (1.300 euro), avendo già versato 1.250 euro sui primi 10.000 euro.
Dai calcoli risulta che avrei pagato in totale 2.550 euro, rispetto ai 3.900 euro della tassazione ordinaria. Grazie alla sanatoria dell’oro, avrei risparmiato 1.350 euro. Quindi, conviene aderire? Una risposta definitiva sarà possibile solo dopo la pubblicazione ufficiale della proposta. In un contesto di aumento dei prezzi dell’oro, l’adesione risulterebbe probabilmente vantaggiosa. Il proprietario pagherebbe una parte dell’imposta in anticipo, ma risparmierebbe sulla futura rivendita. Lo stato incasserebbe immediatamente e probabilmente farebbe emergere ricchezze che altrimenti rimarrebbero occultate al fisco.
Potenziale gettito fino a 2 miliardi
Si stima che la sanatoria dell’oro possa generare fino a un paio di miliardi di euro di entrate aggiuntive.
Gli italiani possiedono circa 1.200-1.500 tonnellate di oro in forma di gioielli, lingotti e monete. Si ipotizza che un decimo di questo oro possa essere sanato ai fini fiscali. Tuttavia, non sarà così semplice. Chi non prevede di vendere a breve potrebbe trovare poco conveniente anticipare il pagamento, anche se a un tasso agevolato. Bisognerà anche osservare come si muove il mercato globale. Con prezzi in ulteriore aumento, l’attrattiva dell’adesione potrebbe crescere. In caso di calo, questa percezione potrebbe diminuire, soprattutto tra coloro che hanno acquistato di recente a prezzi elevati.
Sanatoria dell’oro attrattiva per chi ha acquistato in passato
Attualmente, il prezzo dell’oro è vicino ai 112 euro al grammo. Il picco storico è stato raggiunto in ottobre, a circa 121 euro. In soli cinque anni, il prezzo è aumentato del 130%. In vent’anni, il salto è stato del 670%. La sanatoria dell’oro potrebbe rivelarsi particolarmente allettante per chi ha acquistato molti anni fa e prevede di vendere nei prossimi mesi o al massimo entro qualche anno. Potrebbe sfruttare un’opportunità forse unica per alleggerire il carico fiscale.
giuseppe.timpone@investireoggi.it
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