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Pensione di reversibilità: massimizza ora i benefici per coniuge e figli!

Pensione di reversibilità coniuge, ex coniuge e figli: ecco come si recupera il massimo possibile
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Pubblicato da Enzo Conti
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Scopri come funzionano le pensioni di reversibilità per figli, coniugi, genitori e altri parenti, quali importi si percepiscono e quali sono i limiti previsti.

Un beneficio di cruciale importanza, che permette a numerosi contribuenti di proseguire la vita dopo la perdita non solo di un caro, ma anche dell’unica fonte di reddito per il sostentamento del nucleo familiare. Quante famiglie dipendono unicamente dalla pensione del capofamiglia? Indubbiamente, sono molte. E sono altrettanto numerose quelle che, alla morte del pensionato, devono fare i conti con la mancanza di quel reddito essenziale per coprire le spese quotidiane.

Per questo motivo, è fondamentale comprendere il funzionamento della pensione di reversibilità e come poterla utilizzare al meglio per ottenere quanto previsto dalle norme vigenti a favore dei superstiti.

Pensione di reversibilità per coniuge, ex coniuge e figli: come massimizzare il beneficio

La pensione di reversibilità rappresenta quella prestazione da richiedere successivamente alla morte di un pensionato. Non è attribuita automaticamente né a tutti, ma è inclusa tra i benefici ai superstiti forniti dall’INPS ai familiari del defunto.

Si differenzia dalla pensione indiretta per superstiti, la quale si applica in caso di decesso di un lavoratore prima del raggiungimento della pensione, a condizione che abbia accumulato il minimo di contributi richiesto dalla legge.

Con la scomparsa del pensionato, i superstiti possono richiedere la pensione di reversibilità, pensata per assicurare un sostegno economico continuativo alla famiglia, anche se spesso l’importo non corrisponde esattamente a quello che percepirebbe il defunto.

Ci sono però casi in cui la reversibilità può coprire fino al 100% del montante della pensione originale. Questo dipende dal tipo di superstiti aventi diritto e dal loro numero, poiché le percentuali variano a seconda dei beneficiari.

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Funzionamento della pensione di reversibilità per il coniuge superstite

Il coniuge superstite è il principale beneficiario della pensione di reversibilità. Sotto specifiche condizioni di reddito, ha diritto al 60% della pensione del defunto.

Identico diritto è riconosciuto anche al partner superstite di unioni civili, considerato alla stregua del coniuge per quanto riguarda i benefici previdenziali.

Al contrario, le convivenze more uxorio non sono incluse tra i beneficiari della pensione di reversibilità.

Tale beneficio è esteso anche all’ex coniuge divorziato, a condizione che riceva un assegno di divorzio e non si sia risposato.

Qualora si sovrappongano i diritti del coniuge superstite e dell’ex coniuge, la somma totale della reversibilità rimane pari al 60% della pensione del defunto, ma viene distribuita tra i due in base a decisioni giudiziali.

Nella divisione vengono considerati vari fattori, inclusi:

  • i redditi dei superstiti;
  • la durata dei matrimoni precedenti;
  • il tenore di vita mantenuto;
  • il periodo di contribuzione accumulato dal defunto in ciascun matrimonio;
  • le linee guida stabilite dalla giurisprudenza.

Non vi è, infatti, un criterio univoco applicabile a tutti i casi.

Regole specifiche per i figli e la reversibilità

Anche i figli possono usufruire della pensione di reversibilità.

Ne hanno diritto tutti i figli minorenni.

Per i figli maggiorenni, il diritto si estende:

  • fino a 21 anni, se frequentano una scuola secondaria di secondo grado e erano a carico fiscalmente del genitore deceduto;
  • fino a 26 anni, se iscritti all’università e ancora a carico del defunto.

Per i figli con disabilità accertata, non vi è limite di età.

Le percentuali di beneficio variano in base alla composizione del nucleo familiare dei superstiti.

Se non è presente il coniuge, il figlio unico riceve il 70% della pensione.

Se oltre al figlio è presente anche il coniuge superstite, l’importo complessivo sale all’80% della pensione del defunto.

Nel caso di coniuge e due o più figli, la pensione di reversibilità può raggiungere il 100% dell’importo originale.

In assenza del coniuge, due figli hanno diritto complessivamente all’80%, mentre con tre o più figli si raggiunge il 100% della pensione.

Altri familiari e le prestazioni ai superstiti

In particolari circostanze, la pensione di reversibilità può essere concessa anche ad altri familiari, ma solo se il defunto non lascia coniuge o figli.

I genitori possono beneficiarne se hanno almeno 65 anni, non dispongono di una pensione propria e erano a carico del defunto.

In assenza dei genitori, il beneficio può essere esteso ai fratelli celibi e alle sorelle nubili, solo se riconosciuti disabili, privi di pensione e a carico fiscalmente del defunto.

Per questi familiari, le percentuali assegnate sono del 15% della pensione nel caso di un solo genitore avente diritto e del 30% nel caso di entrambi i genitori.

È importante considerare anche il limite di reddito dei beneficiari.

Le percentuali indicate sono garantite integralmente se il reddito personale del superstite non supera 23.862,15 euro annui.

A superamento di questa soglia, si applicano le seguenti riduzioni:

  • 25%, per redditi fino a 31.816,20 euro;
  • 40%, per redditi fino a 39.770,25 euro;
  • 50%, per redditi oltre quest’ultimo limite.

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