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Perché i Buoni Regalo sono un Affare d’Oro per i Venditori e Meno per i Consumatori

Il business dei buoni regalo: perché convengono a chi li vende (non a chi li riceve)
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Pubblicato da Enzo Conti
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I buoni regalo rappresentano un settore miliardario in Italia, con un picco di attività durante le festività natalizie e di fine anno. Un vero affare per i venditori.

Le festività sono il periodo d’oro per i buoni regalo. Questo mercato vale circa 2,5-3 miliardi di euro all’anno in Italia, e raggiunge i 30-35 miliardi in Europa. Novembre e dicembre sono i mesi in cui si concentra il 60% delle vendite di queste “gift card”. Negli Stati Uniti, il valore raggiunge i 200 miliardi di dollari, posizionandosi subito dopo l’abbigliamento come categoria di regali più popolare. Inoltre, il tasso di crescita annuale in Europa si aggira spesso intorno alla doppia cifra.

I buoni regalo: vantaggiosi per chi?

L’e-commerce ha dato una grande spinta a questo settore, facilitando l’acquisto di buoni regalo che possono essere inviati direttamente via email al destinatario.

Nessun spostamento, nessuna fatica e nessun rischio di errore. I principali canali di distribuzione includono le grandi catene di distribuzione organizzata e i negozi non alimentari.

I buoni regalo sono intuitivamente utili. Sostituiscono il vecchio detto “meglio darti i soldi, così compri ciò che preferisci”. La comodità aumenta con giganti dell’e-commerce come Amazon, che offrono la possibilità di spendere i buoni in milioni di negozi online per un’ampia gamma di prodotti e servizi. Tuttavia, in questo articolo vogliamo concentrarci su un aspetto meno esplorato: la loro effettiva convenienza. Sono davvero vantaggiosi per tutte le parti coinvolte?

Aumento dei buoni non utilizzati nel tempo

Un dato inizialmente sorprendente è che tra il 10-20% dei buoni regalo non viene mai usato. In settori come intrattenimento e viaggi questo numero può salire fino al 25%. Solo in Italia, questo rappresenta una perdita stimata tra i 300 e i 500 milioni di euro, fenomeno noto come “breakage”.

Questa situazione è estremamente positiva per chi emette i buoni: ricevono denaro in anticipo senza dover fornire nulla in cambio al cliente. L’ideale sarebbe un tasso di breakage del 100%: 100% di entrate e zero spese.

Il non utilizzo dei buoni ha anche altri vantaggi per i commercianti: diminuisce il rischio di resi, particolarmente alto durante il periodo natalizio, e non comporta costi di trasporto o logistica. Indipendentemente dal loro utilizzo, questa strategia di vendita è vantaggiosa per i commercianti. Ricevono immediatamente denaro per un servizio che sarà erogato in futuro, migliorando la liquidità aziendale, un aspetto decisamente positivo per qualsiasi attività commerciale.

Cause del fenomeno del breakage

I dati indicano che i buoni regalo hanno una validità media di 12-24 mesi, spesso meno se acquistati online. La metà viene spesa entro i primi 3 mesi, ma dopo 6 mesi le probabilità che vengano utilizzati calano drasticamente. Non sembra logico, ma spesso dietro al mancato utilizzo ci sono la dimenticanza e importi poco pratici da spendere, oltre a possibili restrizioni legate al periodo, ai negozi specifici o alle categorie di prodotti.

Chi compra un buono regalo non sempre riesce a immedesimarsi nel destinatario. Ad esempio, un buono da 50 euro spendibile in un negozio di lusso può risultare inutilizzabile se i prezzi sono troppo alti e si richiede di aggiungere una somma significativa, portando spesso alla rinuncia del suo utilizzo.

I buoni regalo: un grande affare per i venditori

Dal punto di vista dei negozi, i buoni regalo sono vantaggiosi anche perché i clienti tendono a spendere più del valore nominale del buono. Di quanto? In media, del 15-30%. Questo può dipendere da diversi fattori, principalmente perché il valore del buono è basso e per acquistare qualcosa di necessario bisogna integrare con ulteriori fondi. Inoltre, l’effetto psicologico gioca un ruolo importante: trattandosi di denaro regalato, si tende a non badare a spese.

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Analizzando i dati, i buoni regalo risultano vantaggiosi sia per i venditori che per il sistema economico in generale, poiché riducono i costi ambientali e il traffico stradale immediati, oltre a diminuire il rischio di resi e la logistica inversa. Tuttavia, la convenienza è massima per i venditori che ricevono immediatamente denaro per servizi che dovranno essere forniti solo in futuro, mentre i destinatari non sempre ne traggono vantaggio, spesso finendo per spendere più di quanto avrebbero fatto con i propri soldi.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

 

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