La sessione di trading di martedì 12 maggio è stata testimone di transazioni eccezionali sulle azioni di MPS (Monte dei Paschi di Siena). La Borsa Italiana ha visto lo scambio di 53.952 contratti per un totale di 838,57 milioni di euro. In totale, sono stati scambiati 88,33 milioni di titoli. Questo ha rappresentato la sessione più attiva dal 17 marzo 2017. Tuttavia, a differenza di quel periodo in cui il mercato si allontanava dalla banca toscana in vista di un salvataggio statale, ora la situazione è radicalmente diversa e Rocca Salimbeni si trova al centro del nuovo risiko bancario.
Volume di scambi straordinario post-risultati trimestrali di MPS
Il picco di scambi è stato motivato dalla pubblicazione dei risultati del primo trimestre.
MPS ha mostrato un aumento dei ricavi del 2,9%, raggiungendo 1,96 miliardi di euro. All’interno di questi, il margine di interesse ha toccato 1,036 miliardi (+1,9% rispetto al trimestre precedente) mentre le commissioni sono state di 618 milioni (+2,8% trimestrale). L’utile netto, tuttavia, è diminuito a 521 milioni rispetto ai 692 milioni dell’anno precedente, principalmente a causa della mancanza dei benefici fiscali legati alle DTA che avevano influito positivamente nel periodo gennaio-marzo 2025.
Premio incentivante per le azioni di Mediobanca
È rilevante anche il robusto CET1 al 15,9%, ben 650 punti base sopra i requisiti minimi di legge, mostrando la solidità patrimoniale della banca. I prestiti sono aumentati del 5,2% su base annua, raggiungendo 129 miliardi. Se martedì le azioni di MPS hanno celebrato i risultati chiudendo la sessione a 9,467 euro, il giorno successivo il titolo è salito ulteriormente sopra i 9,52 euro. A questi livelli, lo scambio fissato a marzo a 2,45 azioni per ogni azione residua di Mediobanca porta a un premio del 12% rispetto ai prezzi attuali. Infatti, anche ieri il titolo di Piazzetta Cuccia si è mosso intorno ai 20,85 euro.
Teoricamente, un premio a doppia cifra, in linea con quanto stabilito al momento dell’annuncio dello scambio, dovrebbe incentivare l’adesione. MPS mira in tal modo a acquisire il restante 14% del capitale di Mediobanca, al fine di procedere alla fusione e successivamente al delisting del titolo. L’operazione dovrebbe concludersi entro la fine dell’anno, subordinatamente all’approvazione delle assemblee di entrambe le società. Mentre non dovrebbero esserci problemi in Mediobanca, dove MPS detiene già l’86% del capitale, la situazione è più complessa dal proprio lato. Il nuovo consiglio di amministrazione, insediato ad aprile, ha il supporto diretto di meno di un terzo del capitale totale. Supponendo che all’assemblea partecipi il 60% del capitale, il raggiungimento dei due terzi necessari per l’approvazione non è garantito.
Il mercato retail mostra nuovamente interesse per Siena
La straordinaria attività di scambio delle azioni MPS riflette un rinnovato interesse anche dal mercato retail. Il valore medio degli scambi di questo martedì è stato leggermente superiore ai 15.500 euro, considerato relativamente basso. Inoltre, la media dell’ultimo anno è stata ancora inferiore: 11.000 euro. Questo indica che non solo gli investitori istituzionali sono coinvolti nelle compravendite. Essere presenti nel capitale non significa solo poter aspettarsi dividendi, ma anche partecipare a un complesso bancario-assicurativo che potrebbe avere un ruolo centrale nel sistema finanziario italiano, sia nell’eventualità di un terzo polo sia nel caso in cui Unicredit dovesse acquisire la partecipazione di Delfin.
giuseppe.timpone@investireoggi.it
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