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Rendimento record dei Bund a 30 anni dal 2011: scopri l’importanza del timing nella politica fiscale!

Bund a 30 anni al massimo di rendimento dal 2011 e l’importanza del timing per la politica fiscale
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Pubblicato da Enzo Conti
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Il picco storico del Bund 30 anni

Un Bund a 30 anni con un rendimento così elevato non era stato registrato da oltre un decennio. È necessario tornare alla primavera del 2011 per ritrovare un rendimento superiore al 3,64% raggiunto questa settimana. Anche la Germania ha visto terminare il periodo prolungato di denaro a costo zero o quasi. Infatti, durante la pandemia, tutte le scadenze dei titoli di stato tedeschi hanno mostrato rendimenti negativi. Per la prima volta nella storia, ancor prima del Covid, Berlino è riuscita a emettere un Bund trentennale (Bund agosto 2050) senza cedola e con un prezzo di emissione superiore al valore nominale (103,58), offrendo un rendimento annuale del -0,11%. Attualmente, questo titolo viene scambiato sul mercato secondario a poco più di 42 centesimi, ovvero uno sconto del 57,50% rispetto al suo valore nominale.

Il Bund a 30 anni come indicatore dei rendimenti a lungo termine

Il Bund a 30 anni rappresenta la scadenza più lunga disponibile in Germania, dato che non esistono titoli del governo tedesco con scadenze di 40 o 50 anni. Questo lo rende un punto di riferimento per i rendimenti a lungo termine in tutta l’Eurozona. Un grafico recente mostra un incremento costante del suo rendimento negli ultimi cinque anni, passando da -0,10% a oltre il 3% già all’inizio dello scorso anno.

Inflazione e rialzo militare dietro l’aumento dei rendimenti

Le cause di questa graduale ma inarrestabile crescita dei rendimenti sono tutte riconducibili a un unico fattore: l’inflazione. Per anni, l’inflazione era stata considerata un fenomeno quasi scomparso, e di conseguenza, gli investitori in obbligazioni non richiedevano un premio significativo per detenere titoli a lunga scadenza. La situazione è cambiata radicalmente dopo la pandemia, con l’aumento dei prezzi dovuto alla riapertura post-lockdown e al conflitto tra Russia e Ucraina.

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Negli ultimi diciotto mesi, tuttavia, un altro elemento ha contribuito al deterioramento dei bond: il rialzo militare europeo.

Prima ancora di assumere l’incarico di cancelliere, Friedrich Merz annunciò un piano da 1.000 miliardi di euro su dieci anni, finanziato con deficit, che la Germania avrebbe suddiviso tra aumento della spesa militare e investimenti infrastrutturali. Il governo tedesco ha quindi abbandonato la sua storica austerità fiscale a favore dell’indebitamento, causando un’impennata dei rendimenti tedeschi e la perdita dell’attrattiva guadagnata nei periodi di crisi dei debiti sovrani. Gli spread si sono progressivamente ridotti e oggi sono tornati ai livelli pre-crisi del 2009.

La spesa pubblica e i timori di un cattivo timing

Per molto tempo, l’allentamento fiscale era stato richiesto in Germania, ma solo ora si stanno vedendo le conseguenze una volta realizzato. Un aumento delle emissioni di Bund porta inevitabilmente a rendimenti più alti su tutti i bond europei, a causa della maggiore offerta di debito. Tuttavia, come già spiegato, la forte crescita dei rendimenti tedeschi era in gran parte avvenuta prima dell’annuncio del rialzo militare, segnalando così un possibile errore nei tempi della politica fiscale tedesca.

Fino all’epoca di Merkel, la Germania rispondeva alle pressioni dei partner europei con una considerazione: benché i costi di emissione fossero bassi, esisteva il rischio di un loro aumento quando il debito più elevato sarebbe arrivato a scadenza.

Il problema è che il governo tedesco ha poi agito in modo contrario, accumulando debiti con costi di emissione già elevati. Ora può solo sperare che questi costi diminuiscano quando il debito aggiuntivo dovrà essere rinnovato. Il Bund a 30 anni è un chiaro indicatore in questo senso. Essendo una scadenza molto lontana, si presta bene a finanziare investimenti a lungo termine. Tuttavia, è una cosa farlo con rendimenti vicini allo zero o all’1%, un’altra con rendimenti oggi superiori al 3,50%.

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Il Bund a 30 anni e l’impatto sui conti pubblici

Affinché questa strategia possa essere sostenibile senza compromettere i conti pubblici tedeschi, nei prossimi decenni sarà necessario che i benefici di tali investimenti pubblici siano molto superiori a quelli necessari fino a pochi anni fa. L’aumento del rendimento del Bund a 30 anni è sintomatico di una scelta errata dei tempi per adottare una politica fiscale espansiva. Da una nazione come la Germania, questo non ci si aspettava.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

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