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Rivoluzione nel Risiko Bancario? La Proposta di Basilico e il Futuro dei Delfini!

Delfin verso lo spezzatino? La proposta di Basilico può cambiare il risiko bancario
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Pubblicato da Enzo Conti
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La ristrutturazione di Delfin potrebbe avvenire tramite la strategia di “spezzatino” suggerita da Rocco Basilico, con possibili significative ripercussioni sul risiko bancario italiano.

Manca solo un giorno all’importantissima assemblea dei soci di Delfin, e il piano di ristrutturazione della holding della famiglia Del Vecchio rimane un enigma. Alla vigilia di un incontro cruciale per il futuro della finanza italiana, la tensione è palpabile tra i fratelli ed eredi di Leonardo, con un conflitto aperto. Rocco Basilico, dopo il rifiuto del consiglio di amministrazione alla richiesta di patronage inviata dalle banche a Leonardo Maria la scorsa settimana, che ha complicato l’ottenimento di un prestito da 10 miliardi di euro per acquistare le quote di Paola e Luca, ha deciso di agire.

Ristrutturazione Delfin: l’idea di Basilico

Basilico, figlio del banchiere Paolo e di Nicoletta Zampillo, che fu sposata in seconde nozze con Leonardo Del Vecchio fino alla sua scomparsa quattro anni fa, ha proposto agli altri soci un piano di ristrutturazione di Delfin.

La proposta di Basilico consiste nel vendere tutte le partecipazioni finanziarie della holding e utilizzare il ricavato per rimborsare le quote che i soci desiderano alienare. Il prezzo di queste quote sarebbe stabilito al 100% del valore di mercato delle partecipazioni finanziarie, mentre le azioni di EssilorLuxottica sarebbero scontate del 25%, data la difficoltà di liquidarle in blocco. Un’alternativa più radicale proposta da Basilico è quella di distribuire direttamente le partecipazioni finanziarie ai soci, permettendo loro di gestirle come meglio credono, inclusa la possibilità di vendere direttamente la propria quota senza passare attraverso la holding.

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La risposta di Leonardo Maria tramite avvocato

La reazione dei fratelli e della madre a questa proposta è stata di fredda opposizione. Attraverso l’avvocato Marco Garavelli, Leonardo Maria ha inviato un duplice messaggio a suo fratello, affermando che nessun socio venderebbe la holding “a sconto”. EssilorLuxottica rappresenta sessant’anni di lavoro del padre, e nessuno dei figli intende sminuirne il valore o mettere in dubbio l’unità di Delfin, cosa che avverrebbe se la proposta di “spezzatino” fosse accettata.

Attraverso Garavelli, Leonardo Maria ha anche tentato di impedire la partecipazione di Rocco Basilico all’assemblea di domani. Basilico è il nudo proprietario di una quota del 12,50%, ma la madre gli aveva assegnato il diritto di usufrutto riservato a lei per testamento subito dopo la morte del marito Leonardo, una decisione revocata solo poche settimane fa.

Impatto sul risiko bancario

La proposta di Basilico potrebbe cambiare significativamente gli equilibri del risiko bancario italiano. Fino ad ora, il riassetto di Delfin è stato percepito come un fattore di disturbo per il suo impatto sul mercato, con possibili vendite del 17,50% di Monte Paschi di Siena, del 10,15% di Generali e del 2,7% di Unicredit.

Questi asset valgono fino a 15 miliardi di euro agli attuali prezzi di mercato. Tuttavia, si era supposto che una eventuale vendita sarebbe stata condotta dalla holding, non che i soci individualmente disponessero delle partecipazioni. Se la proposta di Basilico venisse approvata, fino a otto soggetti distinti potrebbero operare sul mercato italiano, cambiando radicalmente la situazione. Alcuni potrebbero vendere più facilmente di quanto non farebbe la holding, diminuendo però il potere d’influenza individuale sul risiko, dato che le quote sarebbero minori se considerate singolarmente.

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Riassetto Delfin: in bilico la visione della holding Del Vecchio

L’assemblea di domani non si limiterà a discutere il riassetto di Delfin dal punto di vista della governance. In gioco c’è anche la visione complessiva della holding. Fino ad ora, i Del Vecchio hanno mantenuto l’identità di una scatola finanziaria unitaria, ma se la sua gestione diventasse impraticabile? Leonardo Maria potrebbe trovare conveniente la proposta del fratello. L’assegnazione diretta delle partecipazioni finanziarie gli permetterebbe di incassare subito qualche miliardo di euro dalle vendite e allo stesso tempo di acquistare più facilmente le quote degli altri soci, essendo queste più liquidabili.

Per quanto riguarda EssilorLuxottica, la situazione è diversa. Con oltre il 32% in mano, Delfin è il principale azionista e ha il controllo della società italo-francese. Tuttavia, da ottobre scorso, il titolo ha perso circa 75 miliardi di euro in borsa, quasi il 50% del suo valore, a causa della crisi del lusso ma anche per le incertezze legate al difficile riassetto della holding e ai dubbi del mercato sulla governance. Se da un lato l’applicazione dello sconto del 25% è pratica comune, dall’altro può essere vista come offensiva dai fratelli che portano il cognome Del Vecchio. Basilico, non avendo un legame di parentela diretto con Leonardo, risulta essere un caso a parte nel dibattito in corso.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

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