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Scopri Come Delfin Guadagna con Opas MPS: Piani di Leonardo Maria in Accelerazione!

Opas MPS, il regalo a Delfin: la super plusvalenza che accelera i piani di Leonardo Maria
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Pubblicato da Enzo Conti
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L’OPA di Intesa su MPS accelera i piani di uscita di Delfin dal capitale della banca toscana durante una fase di riorganizzazione completa.

In poche ore, Delfin è passata dall’affrontare un significativo rischio finanziario a vedere concretizzarsi l’opportunità di una uscita profittevole dal capitale di MPS (Monte dei Paschi di Siena). Durante il weekend, è emersa la proposta di Banco BPM per una fusione “alla pari” tra i due istituti bancari. Questo scenario rappresenterebbe un disagio per la holding della famiglia Del Vecchio, che verrebbe retrocessa dalla posizione di maggiore azionista a quella di secondo, subito dietro a Crédit Agricole. Quest’ultimo, attualmente al 23% in Piazza Meda, vedrebbe la sua quota ridursi a meno del 12% contro il meno del 9% dell’attuale principale azionista.

Ieri, l’azienda ha risposto con un riservato “no comment” riguardo agli eventi che la coinvolgono indirettamente.

Delfin sta per lasciare MPS?

Non è una questione di prestigio. Mantenere la posizione dominante nel capitale (e possibilmente con un ampio margine) consente di esigere da un potenziale acquirente un premio per il potere di controllo che tale quota implica. Fortunatamente per Delfin, poco dopo è seguita l’OPA di Intesa Sanpaolo, che ha valutato l’azione MPS con un premio del 12,7% rispetto al suo valore di mercato a fine settimana scorsa. Questo ha portato il valore della partecipazione del 17,5% della holding a superare i 5 miliardi di euro nella giornata di ieri. Considerando un costo di acquisizione stimato di circa 1 miliardo, la vendita si tradurrebbe in una plusvalenza di oltre 4 miliardi. Mezzo miliardo guadagnato solo grazie all’offerta presentata da Carlo Messina. Delfin verrebbe ridotta a circa il 4% in MPS dopo l’integrazione con Intesa, ma l’adeguato premio faciliterebbe il disinvestimento.

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Questa notizia arriva in un momento perfetto per Leonardo Maria, il più giovane dei fratelli Del Vecchio, che sta accumulando le quote di famiglia per aumentare la sua partecipazione nel capitale sociale.

Acquisendo le quote di Paola e Luca, ha effettivamente raggiunto il 37,5%. Ha anche concluso un accordo con la madre per acquisire la nuda proprietà della sua quota, raggiungendo un totale del 50%. A meno che non decida di continuare ad acquistare. Anche il fratello Clemente sarebbe disposto a vendere, mentre con Rocco Basilico, fratellastro e figlio di Nicoletta Zampillo, ha messo da parte le ostilità, risolvendo tutte le dispute legali emerse nelle ultime settimane.

La plusvalenza cresce anche in Generali

L’OPA di Intesa permetterebbe a Delfin non solo di massimizzare la plusvalenza su MPS, ma anche di cogliere l’opportunità di uscire da Generali. Nella compagnia di assicurazioni, Delfin detiene il 10,15%, che al valore attuale di mercato rappresenta oltre 6 miliardi, con una plusvalenza stimata di oltre 3 miliardi. La banca piemontese ha acquisito direttamente un 3% e potrebbe desiderare di aumentare la sua quota nel Leone per consolidare la posizione che otterrebbe indirettamente tramite MPS/Mediobanca!

La tempistica di questa rinnovata strategia bancaria coincide con quella di Delfin, che è ansiosa di realizzare liquidità e semplificare così la governance. Leonardo Maria ha preso in prestito 10 miliardi per acquisire le quote dei due fratelli. Vendendo MPS e Generali, la holding potrebbe distribuire utili straordinari fino a più di 7 miliardi, di cui la metà andrebbe al più giovane.

Questi fondi sarebbero preziosi per ridurre gran parte del debito recentemente accumulato e limitare le spese per interessi rispetto ai 400 milioni all’anno concordati con le banche creditrici.

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Banche creditrici colte di sorpresa

Data l’intreccio di interessi tra i vari protagonisti di questa complessa vicenda, emerge la domanda su quale sarà la posizione di BNP Paribas, Crédit Agricole e Unicredit nei confronti di Delfin alla luce dell’OPA di Intesa. I francesi hanno accolto favorevolmente un’operazione che avrebbe dovuto facilitare l’uscita da MPS e introdurre Crédit nella lotta attraverso la partecipata Banco BPM. Anche Unicredit sembrava interessata a prendere il posto di Delfin in MPS e/o in Generali. Tuttavia, tutti questi piani sembrano essere svaniti, si spera non anche la benevolenza di chi finora è stato disposto a finanziarli.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

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