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Scopri il prestito circolare: Del Vecchio vende a UniCredit con un finanziamento UniCredit!

Il prestito circolare: Del Vecchio vende a UniCredit quello che UniCredit finanzia
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Pubblicato da Enzo Conti
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Unicredit potrebbe erogare un importante finanziamento a Leonardo Del Vecchio per acquisire ulteriori quote di Delfin.

Leonardo Maria Del Vecchio si prepara a ottenere un importante prestito di 10 miliardi di euro per acquistare le partecipazioni di Delfin possedute dai fratelli Luca e Paola. A fornire il finanziamento ci sarebbe un consorzio di banche, inclusi Bnp Paribas, Crédit Agricole e Unicredit. Questo movimento è essenziale per il trentenne della famiglia, al fine di prendere il controllo della holding di famiglia e risolvere le dispute relative alla divisione dell’ampio patrimonio.

Delfin e Unicredit: una reciproca convenienza

Delfin conta 8 soci, ciascuno con una quota del 12,5%. Il suo valore è cresciuto fino a 55 miliardi, grazie all’incremento di valore in borsa negli ultimi anni di partecipazioni quali EssilorLuxottica, della quale detiene il 32%.

La società, registrata in Lussemburgo, possiede anche il 17,5% di Monte Paschi di Siena, il 10% di Generali e il 2,7% di Unicredit. Qui entra in gioco un elemento interessante: Unicredit sta per co-finanziare una delle sue maggiori partecipazioni, con cui liquiderebbe alcuni fratelli e, secondo alcune voci di mercato, anche la sua quota in MPS. A chi la venderebbe? Rumor persistenti indicano proprio Piazza Gae Aulenti.

Conferma a Lovaglio per una necessità di stabilità

In pratica, Andrea Orcel potrebbe prestare denaro al suo potenziale venditore e azionista, autofinanziando così la propria scalata a Rocca Salimbeni. Niente di irregolare, per chiarire. Il quadro è completato da Crédit Agricole, che detiene più del 20% di Banco BPM e che, indirettamente, è coinvolta nella vicenda senese. Infatti, l’istituto milanese possiede il 3,74% del capitale di MPS e la scorsa settimana è stato decisivo per la conferma di Luigi Lovaglio come AD.

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Man mano che i giorni passano, diventa più chiara la verità sul risultato sorprendente di quell’assemblea degli azionisti. Era evidente l’intenzione di alcuni grandi soci di massimizzare il valore delle proprie quote senza affrontare le incertezze di un cambio di governance. Delfin potrebbe presto vendere il 17,5% per realizzare una maxi-plusvalenza oggi stimata intorno ai 3,5 miliardi. Questa liquidità sarebbe utilizzata dalla famiglia Del Vecchio per investimenti altrove. Il tempo ci dirà dove. E Unicredit avrebbe interesse a supportare la holding, dato che rischia di uscire anche dalla Germania con un nulla di fatto, dopo il fallimento con Banco BPM.

Orcel agisce in Germania su Commerzbank

Di recente, Orcel ha agitato le acque riguardo Commerzbank. Ha descritto la banca tedesca come “non pronta” per le sfide future, indicando di avere un piano industriale per rafforzarla. Tuttavia, ha sottolineato che i tempi per una fusione non sono prossimi. Se ne discuterebbe solo nel 2029. Qual è lo scopo di queste dichiarazioni? Spostare l’attenzione sul campo avversario, testare la reazione del governo Merz e tranquillizzare riguardo alla mancanza di fretta in un possibile trasferimento della sede. Le possibilità di successo dipenderanno dalla posizione di Berlino, finora contraria alla scalata italiana.

La vendita di Delfin come piano B ideale per Unicredit

Per questo motivo Unicredit si focalizza su MPS, e quindi su Delfin.

Il piano B consisterebbe nel ritirarsi sull’Italia, ottenendo con un solo colpo due banche (MPS e la controllata Mediobanca) e una compagnia assicurativa (Generali), di cui già detiene il 6,68%. Una soluzione che piacerebbe al governo Meloni, proteggendo l’italianità del sistema bancario e assicurativo nazionale. Proprio in vista di un possibile ingresso a Siena, nei giorni scorsi Orcel ha rinunciato a fare ricorso al Consiglio di Stato sul decreto golden power, con cui l’esecutivo un anno fa aveva di fatto bloccato i suoi piani di conquista di Banco BPM. Un gesto conciliante che non necessita di ulteriori spiegazioni.

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giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

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