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Scopri le sorprendenti novità su PIL e lavoro che rilanceranno l’economia italiana!

Pil e occupazione in crescita, buone notizie per l
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Pubblicato da Enzo Conti
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Miglioramento del PIL e dell’occupazione oltre le aspettative mentre l’economia italiana potrebbe prendere slancio quest’anno con meno pessimismo.

Recentemente sono emerse notizie sorprendentemente positive riguardo il PIL e l’occupazione. Questi dati rappresentano un segnale incoraggiante per l’economia italiana, specialmente in un periodo di crescenti preoccupazioni per la sua stabilità a causa di dazi, aumento delle bollette e rallentamento economico globale. Partiamo dal primo dato. Il PIL ha registrato una crescita dello 0,1% nell’ultimo trimestre del 2024 rispetto a una stima iniziale di zero. Su base annuale, il PIL è cresciuto dello 0,6%, contro il +0,5% precedentemente calcolato a fine febbraio. Questo significa che il 2025 inizia con una crescita già acquisita dello 0,1%, indicando che ci sarebbe questa crescita anche se le variazioni trimestrali fossero nulle per tutto l’anno.

Nuovo massimo storico degli occupati a febbraio

A gennaio, il tasso di occupazione ha toccato il nuovo picco del 62,8%.

Anche in termini assoluti, si è raggiunto un record con 24 milioni 222 mila occupati. Rispetto a dicembre, c’è stato un incremento di 145 mila persone e, su base annuale, di 513 mila. I dati precedenti suggerivano il rischio di una diminuzione dell’occupazione o di una sua stazionarietà. Invece, il tasso di disoccupazione è sceso al 6,3% dal 6,4% di dicembre, dopo essere stato al 5,9% a novembre, il valore più basso da quando l’ISTAT ha iniziato le rilevazioni.

PIL e occupazione potrebbero continuare a crescere nei primi mesi dell’anno, come indicato anche da altri dati provenienti dall’indice PMI composito. Questo indice riflette la salute del settore privato. A febbraio, l’indice è aumentato a 51,9 punti, il più alto da maggio scorso. Ricordiamo che un valore sopra i 50 punti indica un’espansione dell’attività economica, al di sotto una contrazione. A gennaio era a 49,7 punti. È stata la prima espansione da ottobre scorso. Nel dettaglio, i servizi sono aumentati a 53 punti, il massimo da giugno 2024 e ben sopra i 50,4 punti di gennaio.

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Il settore manifatturiero è aumentato a 47,4 punti da 46,3 di gennaio. Anche se segnala ancora una contrazione, la tendenza è positiva.

Miglioramento del settore privato, ma rischi per l’export

Analizzando i numeri menzionati, emerge che il settore privato sta accelerando rispetto ai mesi passati. La media dell’indice PMI composito nel quarto trimestre del 2024 era di 49,5 punti. Già nei primi due mesi del nuovo anno è salito a 50,8 punti. Quindi, se PIL e occupazione sono aumentati con un settore privato in difficoltà, possiamo prevedere un’accelerazione alla luce dei nuovi dati. Questa è certamente una lettura semplificata, che non considera gli sviluppi rapidi delle ultime settimane in politica estera, con possibili impatti significativi sulle nostre esportazioni.

La crescita continua ad essere guidata dal Made in Italy, anche se i consumi delle famiglie stanno anch’essi contribuendo positivamente al PIL (e all’occupazione), spinti dall’aumento degli stipendi reali. L’inflazione è scesa all’1% nella media del 2024, mentre le retribuzioni orarie sono aumentate di oltre il 3%. Sebbene rimangano ben al di sotto dei livelli reali pre-Covid, almeno il recupero beneficia alla domanda interna. È fondamentale non riposare sugli allori. La lotta contro il caro bollette deve essere affrontata alla radice del problema – l’alto costo dell’energia – e non continuando a sussidiare i consumi.

Una soluzione efficace è essenziale per il rilancio della produzione industriale, che è in calo da 23 mesi consecutivi.

Su PIL e occupazione né illusioni, né pessimismo

Oltre a PIL e occupazione, ci sono altri dati positivi per l’economia italiana. I conti pubblici nel 2024 si sono chiusi meglio delle previsioni: il deficit è stato del 3,4% del PIL (contro il 3,8% previsto e il 7,2% del 2023) e il saldo primario è stato positivo dello 0,4% (da -3,6%). Il debito pubblico è leggermente aumentato, al 135,3% rispetto al 135,8% previsto dal governo Meloni. Questi numeri offrono al Tesoro un po’ di respiro per quanto riguarda i margini fiscali disponibili per stimolare l’economia. D’altra parte, i costi di emissione potrebbero aumentare, come indicato dai rendimenti europei recenti. Pertanto, non ci sono illusioni riguardo alla continuazione di condizioni favorevoli, ma neanche si deve cadere in un pessimismo eccessivo.

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