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Target2: Il Debito Italiano ai Livelli più Bassi dal 2016 – Ecco le Novità!

Target2, il rosso dell’Italia torna ai minimi dal 2016: cosa sta cambiando davvero
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Pubblicato da Enzo Conti
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Il saldo di Target 2 in Italia raggiunge il picco massimo da fine 2016, pur rimanendo sostanzialmente negativo. Ecco il significato dietro questi numeri.

Per l’Italia arrivano buone nuove dal sistema Target 2: il saldo negativo è diminuito, raggiungendo il livello più basso dalla fine del 2016, attestandosi a 358,56 miliardi di euro. Si tratta del secondo saldo più elevato nell’Eurozona, superato solamente dai 448,79 miliardi della Spagna. Al contrario, la Germania presenta un saldo positivo consistente, pari a 1.065,69 miliardi di euro.

Il miglioramento del Target 2 sotto il governo Meloni

Che cosa è il Target 2 e quale impatto ha sull’economia italiana? È utile immaginare Target 2 come un grande registro gestito dalla Banca Centrale Europea (BCE), dove vengono registrate tutte le transazioni finanziarie tra gli stati membri dell’Eurozona. Se un paese compra beni, servizi o attività finanziarie da un altro stato, la BCE annota una variazione negativa per il paese acquirente e una positiva per il venditore.

Al contrario, se un paese vende beni, servizi o attività finanziarie a un altro, la variazione è positiva per il venditore e negativa per l’acquirente.

Recentemente, l’Italia ha significativamente migliorato la propria posizione nel Target 2, riducendo un saldo negativo che a settembre 2022 aveva quasi raggiunto i 715 miliardi. In quel periodo, due eventi cruciali hanno aumentato la tensione: l’inizio della politica monetaria restrittiva della BCE per combattere l’inflazione e le elezioni politiche anticipate, vinte dalla coalizione di centro-destra guidata da Giorgia Meloni.

La fiducia dei mercati e il Made in Italy

Da quel momento, il saldo del Target 2 per l’Italia è migliorato di oltre 356 miliardi. Questo significativo miglioramento è attribuibile alla rinnovata fiducia dei mercati nell’economia italiana. Fino alla metà del 2011, l’Italia registrava saldi positivi, fino a quando non è scoppiata la crisi del debito sovrano.

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Da quel momento in poi, il saldo è sceso in territorio negativo a causa della fuga di capitali. Negli ultimi anni, si è osservata una tendenza inversa. Dopo la vittoria del centro-destra, gli investitori stranieri hanno acquistato obbligazioni italiane per circa 263 miliardi, coprendo due terzi delle emissioni nette del periodo. La loro partecipazione è aumentata dal 28,2% al 34,1% del totale dei bond sovrani.

Inoltre, la bilancia commerciale dell’Italia è rimasta positiva rispetto al resto dell’Eurozona, con un surplus annuo di circa 23-24 miliardi. Questi dati chiariscono la ragione di questo notevole miglioramento del saldo. Nel frattempo, la Spagna ha registrato miglioramenti molto minori: +39,4 miliardi, ma con un passivo ancora pari al 26% del PIL. In Italia, questa percentuale è scesa da circa il 37% a meno del 16%.

La Francia peggiora con la crisi fiscale

In Germania, durante lo stesso periodo, si è osservato un peggioramento del saldo positivo di 201 miliardi, che ora rappresenta circa il 24% del PIL rispetto al 32% di settembre 2022. Sebbene lentamente, il Target 2 indica un riassetto a favore degli stati con saldi negativi come l’Italia e la Spagna, un segnale che i picchi di tensione finanziaria degli ultimi anni potrebbero essere superati. Gli squilibri rimangono notevoli, con la principale economia dell’area che rappresenta da sola oltre due terzi dei saldi attivi di tutto il blocco.

È importante notare che la Francia ora fa parte degli stati con saldi negativi, pur essendo in recupero dai minimi storici raggiunti nell’ottobre 2025, con un deficit di 240 miliardi (-190,43 miliardi a maggio 2026). La Francia è afflitta da una bilancia commerciale fortemente negativa con il resto dell’UE, circa 115-120 miliardi all’anno, e da una persistente fuga di capitali a causa della crisi fiscale che si intreccia con quella politica.

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Il Target 2 in Italia come riflesso di stabilità politica e fiscale

Il ritorno della fiducia in Italia è una notizia eccellente, enfatizzata dal Target 2 dopo una serie di dati positivi. Non possiamo ignorare il boom di Piazza Affari, che dall’arrivo di Meloni a Palazzo Chigi ha visto un aumento del 145% raggiungendo nuovi massimi storici di oltre 53.000 punti per l’indice FTSE MIB. Un traguardo che sembrava molto lontano per la Borsa Italiana, incapace di recuperare dopo le forti perdite rispetto ai massimi precedenti di marzo 2000.

Parte del successo rivelato dal Target 2 è attribuibile al TPI, lo “scudo anti-spread” introdotto dalla BCE nell’estate del 2022 per contrastare la sfiducia dei mercati verso l’Italia. Sebbene inizialmente deludente, fino ad ora ha dimostrato di essere efficace nel convincere i mercati che Francoforte non permetterebbe il fallimento di uno dei suoi stati membri. Grazie a una politica fiscale cauta (avanzo primario allo 0,8% nel 2025) e alla ritrovata stabilità politica, lo spread tra BTp e Bund è drasticamente ridotto, passando da 230 a meno di 60 punti base, ai minimi dal 2008.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

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