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Booking.com sotto accusa: alberghi europei fanno causa per i prezzi delle prenotazioni online!

Booking.com nei guai sui prezzi con le prenotazioni online, gli alberghi europei fanno causa
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Pubblicato da Enzo Conti
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Booking.com potrebbe dover risarcire miliardi agli alberghi europei a causa delle tariffe imposte nelle prenotazioni online.

Una minacciosa situazione si profila per Booking.com, il principale portale europeo per la prenotazione di alloggi online. Hotrec, che rappresenta circa 10.000 strutture alberghiere in Europa, ha avviato un’azione collettiva chiedendo risarcimenti alla compagnia olandese per danni presunti subiti dal 2004 al 2024. Gli interessati hanno tempo fino al 29 agosto per unirsi all’iniziativa, mentre anche le associazioni dei consumatori stanno promuovendo azioni legali indipendenti per reclamare “centinaia di milioni di euro” in compensazioni.

Le controversie sulle clausole di parità di prezzo di Booking.com

Per comprendere meglio la questione, è essenziale riferirsi alla decisione della Corte di Giustizia dell’UE del 19 settembre 2024, che ha dichiarato illegittime le “clausole di parità di prezzo”.

Queste clausole sono state utilizzate per anni da Booking.com e impedivano agli alberghi di offrire tariffe inferiori su altri canali, inclusi i propri siti web. Di fatto, le offerte su Booking.com dovevano essere le più vantaggiose.

Ad esempio, se un hotel decideva di aderire a Booking.com e proponeva una camera a 100 euro per notte, non gli era permesso offrire un prezzo inferiore per le prenotazioni dirette o su altri canali. Questo ha limitato per lungo tempo la marginalità degli alberghi, considerando che le commissioni a Booking.com possono raggiungere il 25%. Di conseguenza, di quei 100 euro, solo 75 rimanevano all’albergo, che avrebbe potuto guadagnare di più con le prenotazioni dirette, non avendo commissioni da pagare.

Da parte sua, Booking.com ha argomentato che ciò era necessario per prevenire il fenomeno del “free riding”, ovvero clienti che usano il sito solo per consultare le offerte per poi prenotare altrove. Fino al 2015, erano in vigore anche le “clausole di parità estese”, che impedivano agli alberghi di offrire prezzi migliori su piattaforme concorrenti come Expedia.com. Queste pratiche sono state contestate dalle autorità di Germania, Francia e Italia come restrizioni alla libera concorrenza.

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Il dominio delle prenotazioni online in Europa

La situazione è complessa. Booking.com detiene il 71% del mercato europeo delle prenotazioni online di alberghi, dominando il settore. Quando una parte è nettamente più forte dell’altra, le condizioni imposte tendono a favorire la parte dominante. Tuttavia, la piattaforma americana ha permesso a molti piccoli alberghi e strutture indipendenti di espandersi e incrementare i loro guadagni, un risultato difficilmente ottenibile senza di essa. Booking.com rimane una potente vitrina globale per la promozione delle attività alberghiere. Miliardi di utenti si collegano annualmente alla piattaforma, generando prenotazioni che altrimenti non sarebbero state possibili.

Sebbene le clausole sui prezzi abbiano ridotto i margini degli alberghi, in molti casi questi non avrebbero ricevuto prenotazioni online senza la piattaforma. È stato un scambio, seppur non equilibrato.

Booking.com ha imposto una politica tariffaria che limitava l’autonomia degli alberghi, ma allo stesso tempo ha permesso loro di incrementare i fatturati, nonostante le elevate commissioni.

Una sfida commerciale transatlantica

Con il Digital Markets Act dell’UE del 2024, Booking.com è stata classificata come “gatekeeper”, impedendo così l’applicazione delle clausole di parità di prezzo. Il giudice ha notato che se gli alberghi potessero offrire prezzi più bassi altrove, il modello di business della piattaforma non ne sarebbe compromesso. Questo si inserisce nel contesto di una “guerra commerciale” tra Stati Uniti e Unione Europea. Se Donald Trump impone dazi sulle merci europee, l’UE mira ai servizi americani, non solo attraverso dazi ma anche tramite regolamenti che fungono da barriere non tariffarie, ostacolando di fatto le importazioni.

Gli eventi sono parte di una dinamica commerciale che precede l’amministrazione Trump.

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L’indispensabilità di Booking.com per gli alberghi piccoli e indipendenti

La battaglia contro il dominio degli oligopoli digitali è fondamentale. L’Europa soffre della mancanza di piattaforme alternative che possano competere con quelle americane. Nonostante l’esito delle azioni legali, molti alberghi considerano ancora Booking.com troppo essenziale per il loro business e difficilmente se ne distaccherebbero. Se non fai parte di una catena e sei un piccolo albergo indipendente, l’unico modo per ottenere prenotazioni online è apparire dove tutti cercano una camera. In ultima analisi, sono i clienti a pagare il prezzo, poiché le commissioni sono trasferite sui costi dei pernottamenti senza possibilità, fino all’anno scorso, di offrire condizioni migliori attraverso canali alternativi.

 

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