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Pil in Crescita: Finalmente Aumentano gli Stipendi dei Lavoratori!

La vera buona notizia dai dati sul Pil è che gli stipendi dei lavoratori stanno tornando a crescere
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Pubblicato da Enzo Conti
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I salari dei lavoratori in Italia stanno aumentando oltre il livello dell’inflazione, segnale positivo per l’economia del paese.

Recentemente, l’ISTAT ha rilasciato quasi simultaneamente la stima preliminare dell’inflazione di novembre e il dato definitivo sul PIL italiano per il terzo trimestre. La prima ha mostrato un calo dei prezzi al consumo per il terzo mese di fila, con un tasso annuale stabile all’1,2%. La seconda ha aggiornato al rialzo le previsioni di fine ottobre, periodo in cui l’economia italiana sembrava stagnante. Invece, si è registrata una crescita del 0,1% nei tre mesi precedenti e dello 0,6% su base annua (precedentemente 0,4%). Tuttavia, la notizia davvero positiva è che gli salari dei lavoratori stanno continuando a crescere più rapidamente dell’inflazione.

Salari superiori all’inflazione

Per essere precisi, i salari pro capite sono aumentati dello 0,8% nel trimestre precedente. Analizzando l’andamento dei prezzi al consumo, vediamo un aumento del 0,46% su base trimestrale. Ciò significa che i salari dei lavoratori dipendenti sono cresciuti, in termini reali, di oltre lo 0,3%. È rilevante notare che questo non è un evento isolato. Nei tre trimestri precedenti, i salari avevano registrato incrementi rispettivamente dello 0,9%, dello 0,5% e dello 0,7%. Il bilancio annuale mostra un aumento del 2,9%.

I prezzi al consumo, nella media di luglio-settembre di quest’anno, sono aumentati dell’1,6% rispetto allo stesso trimestre del 2024. In termini reali, i salari dei lavoratori hanno quindi segnato un incremento dell’1,3%. Continuano a recuperare la significativa perdita di potere d’acquisto subita tra il 2021 e il 2023, periodo durante il quale l’inflazione è schizzata in alto a causa della crisi energetica.

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Consumi moderati frenano il PIL

Questo parametro è più significativo dello stesso PIL. Siamo riusciti a evitare la stagnazione, un risultato certamente positivo.

Nonostante ciò, la crescita dell’economia italiana rimane molto limitata. La crescita acquisita al 30 settembre scorso era solo dello 0,5%. Le esportazioni nette, nonostante le preoccupazioni recenti relative ai dazi americani, hanno contribuito positivamente per lo 0,5%. Anche gli investimenti fissi lordi hanno avuto un impatto positivo dello 0,6%. Al contrario, i consumi finali hanno inciso per soltanto lo 0,1%.

Qual è l’immagine che emerge da questi dati? Quella di un’economia italiana ancora spinta da esportazioni e investimenti. Le prime dimostrano la resilienza delle nostre aziende nei mercati esteri, capaci di superare le barriere tariffarie e le fluttuazioni dei cambi. D’altra parte, questi dati confermano che la nostra crescita, seppur modesta, continua a dipendere dagli acquisti dall’estero. Gli investimenti, inoltre, risultano solidi anche grazie al PNRR. Questo supporto, però, non sarà eterno e si concluderà ufficialmente nell’agosto dell’anno prossimo.

Crescita salariale benefica per il PIL

È per questo che il dato sui salari dei lavoratori è così importante. La loro crescita reale può incentivare i consumi domestici, che negli ultimi anni sono stati fortemente impattati dall’aumento del costo della vita. Ed è proprio il consumo domestico a rallentare il PIL in questa fase. Si spera che i recenti rinnovi contrattuali, inclusi quelli per il vasto settore dei metalmeccanici, possano consolidare la crescita salariale senza riaccendere l’inflazione.

Inoltre, si auspica che la recente diminuzione dei prezzi delle materie prime come il petrolio e il gas possa rallentare ulteriormente l’inflazione, favorendo così le retribuzioni reali.

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giuseppe.timpone@investireoggi.it 

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