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USA acquista Groenlandia: Scopri il vero valore tra risorse e strategia geopolitica!

Se gli USA comprassero la Groenlandia: quanto potrebbe valere davvero tra risorse, strategia e geoeconomia?
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Pubblicato da Enzo Conti
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Oltre ai ghiacciai, la Groenlandia è una terra di grande ricchezza e di significativo valore strategico in termini geopolitici.

Per gli Stati Uniti, la Groenlandia rappresenta un asset strategico significativo, tanto che il presidente Donald Trump ha manifestato un forte interesse per questa vasta isola semi-autonoma della Danimarca, ricca di risorse minerarie. La premier danese Mette Frederiksen ha esortato la Casa Bianca a evitare terminologie bellicose nei confronti degli stati alleati. La tensione è palpabile e sta causando un notevole imbarazzo a Bruxelles, dove l’Unione Europea si trova nella difficile posizione di dover proteggere uno dei suoi stati membri pur mantenendo buoni rapporti con il suo principale alleato e superpotenza mondiale.

La ricchezza delle risorse in Groenlandia

“Sarebbe la fine di tutto” se gli Stati Uniti decidessero di invadere la Groenlandia.

Queste le parole preoccupate di Frederiksen. L’isola artica è membro della NATO e finora non si è mai verificato un conflitto militare tra membri dell’alleanza. Un’eventuale aggressione distruggerebbe l’alleanza transatlantica e avrebbe ripercussioni drammatiche sulla geopolitica mondiale. Tuttavia, il segretario di Stato Marco Rubio ha temperato la situazione, chiarendo che l’opzione militare non è né l’unica né la preferita dalla Casa Bianca.

L’incaricato della politica estera americana ha suggerito alternative come la vendita dell’isola o un accordo simile a quelli precedentemente stipulati con alcune isole del Pacifico, che prevedono sicurezza militare in cambio di supporto finanziario. E se la Danimarca decidesse di vendere la Groenlandia agli Stati Uniti, quanto potrebbe guadagnare? Anche se l’idea può sembrare assurda agli occhi europei, ricordiamo che gran parte del territorio degli attuali Stati Uniti è stata acquistata dalle colonie britanniche nei decenni successivi all’indipendenza.

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L’esempio più noto è quello dell’Alaska, acquistata dalla Russia nel 1867.

Proposta di acquisto di 100 milioni nel 1946

Nel 1946, l’amministrazione Truman offrì 100 milioni di dollari a Copenaghen per l’acquisto dell’isola. La Danimarca declinò l’offerta. Quella cifra, aggiustata secondo l’inflazione americana, oggi equivale a circa 1,66 miliardi di dollari. Poco per un territorio di 2.166.000 km quadrati. Esistono metodi oggettivi per valutare un prezzo equo? Basandosi sull’offerta del ’46 e aggiustandola secondo le fluttuazioni della borsa americana, oggi il prezzo sarebbe di circa 28 miliardi di dollari, una cifra ancora modesta.

Vendere un intero territorio è un’operazione unica. Non siamo nel campo immobiliare. Se lo fossimo, anche solo 1 dollaro per metro quadrato richiederebbe una spesa di 2.166 miliardi di dollari, una cifra enorme che rappresenta circa il 7% del PIL americano. Nonostante teoricamente possibile per gli Stati Uniti, con un debito già salito a 38.000 miliardi, i mercati reagirebbero negativamente. La cifra proposta supererebbe anche il deficit annuale, già motivo di preoccupazione per gli investitori. Probabile, quindi, un pagamento rateale in questo scenario.

Un grande affare per la Danimarca?

La Danimarca, con un debito pubblico leggermente superiore al 30% del suo PIL e un rating di tripla A, aveva un debito inferiore ai 120 miliardi di euro alla fine del 2024. Se potesse vendere la Groenlandia per 2.000 miliardi di dollari o più, potrebbe azzerare completamente il suo debito e accumulare una liquidità sufficiente a creare il più grande fondo sovrano al mondo, superando anche quello da 1.600 miliardi della Norvegia. A Copenaghen, la prospettiva di rinunciare a una popolazione di soli 56.000 abitanti e a risorse difficilmente sfruttabili potrebbe risultare allettante.

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Ogni danese si ritroverebbe indirettamente con oltre 300.000 dollari.

Le risorse della Groenlandia includono terre rare, petrolio e gas. Sebbene le stime sulle quantità disponibili siano incerte, il loro valore di mercato si aggira attualmente tra i 30 e i 90 miliardi di dollari. E la posizione strategica dell’isola è forse la vera ragione dell’interesse di Trump. Da qui, le rotte commerciali permettono il passaggio di navi dall’Asia all’Europa e al Nord America. Chi controlla l’Artico, controlla tutto l’emisfero settentrionale del pianeta.

Risorse difficili da sfruttare in Groenlandia, il valore reale è basso?

Dal punto di vista militare e geopolitico, il controllo della Groenlandia ha un grande valore. Ecco perché la Danimarca potrebbe teoricamente richiedere un pagamento di diverse centinaia di miliardi di dollari. Oltre a ciò, l’isola contiene il 10% di tutta l’acqua dolce del mondo, un fattore cruciale in un’era di cambiamenti climatici. Tuttavia, il valore commerciale dell’isola potrebbe essere minore a causa delle difficoltà tecniche nell’estrazione di idrocarburi e metalli critici, dovute al clima ostile. È probabile che alla fine si opti per un accordo di partenariato.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

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